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Giudiziaria
Rogo di Crans-Montana, prorogate le misure restrittive per i Moretti
©Keystone/Cyril Zingaro
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Ats
un'ora fa
Le cosiddette misure sostitutive, disposte per tre mesi lo scorso 13 gennaio, erano state prorogate una prima volta alla fine di marzo. Ora sono state prolungate di altri 90 giorni, ovvero fino al 9 ottobre

Il Tribunale vallesano delle misure coercitive ha prorogato di tre mesi le misure che riguardano Jacques e Jessica Moretti, indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio di Crans-Montana. I coniugi hanno tuttavia chiesto un adeguamento di tali provvedimenti.

Le cosiddette misure sostitutive, disposte per tre mesi lo scorso 13 gennaio, erano state prorogate una prima volta alla fine di marzo. Ora sono state prolungate di altri 90 giorni, ovvero fino al 9 ottobre, ha indicato oggi a Keystone-ATS il Ministero pubblico vallesano. I Moretti non possono lasciare la Svizzera e hanno l’obbligo di presentarsi quotidianamente a un posto di polizia.

Per il tramite dei propri avvocati, i coniugi Moretti hanno tuttavia chiesto un alleggerimento delle misure attuali, secondo il Ministero pubblico che ha confermato una notizia dell'agenzia italiana ANSA diffusa nel tardo pomeriggio di ieri. Entrambi chiedono di poter essere contattati dalla polizia per il controllo quotidiano mediante videochiamata. Ciò consentirebbe loro di evitare di recarsi fisicamente, ogni giorno, sul posto per confermare la propria presenza nella regione.

Secondo l'ANSA, il giudice responsabile delle misure coercitive sarebbe disposto a modificare la misura sostitutiva, in linea con la richiesta dei Moretti, ma «prima di farlo intende accertarsi rigorosamente della fattibilità e dell'efficacia di tale strumento di controllo». Concretamente, «gli agenti della stazione di Sierre della Polizia cantonale potrebbero, nel momento da loro scelto, contattare quotidianamente la coppia tramite videoconferenza».