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Politica
Roger Köppel mantiene l'immunità
© Twitter Roger Köppel
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Keystone-ats
4 anni fa
Il consigliere nazionale democentrista non sarà perseguito per violazione del segreto d'ufficio, ma la Commissione dell'immunità del Nazionale chiede una sanzione nei suoi confronti

Il consigliere nazionale Roger Köppel (UDC/ZH) non dovrà rispondere del reato di violazione del segreto d'ufficio: la Commissione dell'immunità del Nazionale (CdI-N) è tornata suoi suoi passi e ha deciso, con 4 voti favorevoli, nessun contrario e 4 astensioni, di rinunciare alla soppressione dell'immunità dello zurighese. La decisione è definitiva. Contro il democentrista viene però chiesta una sanzione disciplinare.

Limitato l'interesse a un perseguimento penale

In maggio, con 5 voti contro 3 e un astenuto, la CdI-N era entrata in materia sulla richiesta di revoca dell'immunità al democentrista zurighese. Tale eventualità era però stata bocciata a fine giugno dalla Commissione degli affari giuridici degli Stati (CAG-S) con 9 voti favorevoli, 0 contrari e 3 astensioni. Facendo ora sua l'opposizione della CAG-S, la CdI-N afferma che "l'interesse a un perseguimento penale da parte del Ministero pubblico della Confederazione è in questo caso molto limitato, dato che, per la violazione del segreto commissionale qui trattata, il danneggiato è in primo luogo il Parlamento stesso, e in particolare le commissioni parlamentari".

Sanzioni contro il deputato

Cionondimeno, in caso di violazione del segreto d'ufficio il diritto parlamentare consente di adottare sanzioni contro un deputato. Nel caso specifico, la Commissione dell'immunità del Nazionale ritiene una sanzione interna al Parlamento "maggiormente efficace". Con 5 voti contro 3 ha pertanto chiesto all'Ufficio del Consiglio nazionale di adottare una misura disciplinare nei confronti di Köppel.

Documenti confidenziali resi pubblici

Quest'ultimo è sospettato di aver violato il segreto d'ufficio sul suo canale video "Weltwoche Daily" parlando del sequestro di orologi di lusso in un negozio di Mosca da parte degli 007 russi. Avrebbe in tal modo reso pubbliche informazioni provenienti da documenti confidenziali della Commissione della politica estera del Nazionale (CPE-N).

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