
La notizia che l’Echinaforce potesse avere proprietà curative contro il coronavirus è rimbalzata di testata in testata poco più di una settimana, portando a scaffali vuoti nelle farmacie (anche ticinesi) ma anche a molte polemiche. Molti virologi infatti hanno contestato l’effettiva utilità degli studi, effettuati in vitro dal laboratorio di Spiez, tanto da spingere il Virology Journal, la rivista dove i risultati sono stati pubblicati, a riesaminarlo. Lo comunica 20minuten, che ha intervistato un portavoce della pubblicazione scientifica. E il laboratorio ammette: “risultati sovra-interpretati”.
“Perplessità sulle conclusioni”
“Dopo la pubblicazione”, ha spiegato un portavoce di Virology, “in molti ci hanno sottoposto perplessità sulla chiarezza delle conclusioni. lo studio in questione verrà quindi revisionato dalla redazione,” aggiungendo infine che “prendiamo sul serio tutte le preoccupazioni sugli studi pubblicati”, anche se per motivi di riservatezza non si sono potuti rilasciare altri dettagli.
Spiez: “Risultati sovra-interpetati
La testata di oltralpe ha inoltre contattato il laboratorio di Spiez, autore dello studio, che ha dichiarato come la revisione dei risultati da parte di altri scienziati sia un processo normale per una pubblicazione scientifica. Hanno aggiunto però che la ricerca fornisce delle conclusioni sull’utilizzo dell’Echinaforce in laboratorio ma che, nel riportare questi risultati al pubblico, questi “sono stati parzialmente sovra-interpretati” come un indice dell’efficacia del prodotto sugli esseri umani.
“Incentivo a ulteriore ricerca”
Secondo il laboratorio però, l’intento degli autori della ricerca nella pubblicazione dei risultati finali sarebbe un modo per “motivare altri scienziati a rivedere i nostri risultati e a condurre ulteriori studi su di essi. In questo senso, il laboratorio Spiez si attiene alle conclusioni raggiunte e spera che questo possa innescare ulteriori ricerche”.
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