
Un automobilista argoviese cui era stata ritirata la patente dopo essere stato trovato positivo al test della cannabis ha ottenuto giustizia al Tribunale federale. L’uomo, come detto, era stato pizzicato dalla Polizia cantonale il 28 maggio 2015 e tre mesi più tardi l’Ufficio della circolazione argoviese gli aveva ritirato la patente a tempo indeterminato. Il 19 febbraio 2016 le autorità gli avevano restituito la patente ponendo come condizione un periodo di astinenza dal consumo di canapa di almeno 12 mesi. Nel corso di uno dei 12 controlli delle urine previsti (quello del 15 marzo), però, l’uomo era stato trovato positivo alla cannabis.
Il 23 marzo 2016 l’Ufficio della circolazione gli aveva nuovamente ritirato la patente, concedendogli un nuovo periodo di 6 mesi di astinenza dal consumo di cannabis prima di poterla riottenere. L’automobilista aveva presentato ricorso contro questa decisione al Dipartimento argoviese dell'economia pubblica e dell'interno ma undici mesi dopo l’Ufficio cantonale gli aveva restituito la patente ponendo come condizione un periodo di astinenza dal consumo di cannabis di 12 mesi. Preso atto della restituzione, il Dipartimento aveva ritenuto nullo in quanto privo di oggetto il gravame sottopostogli.
L’uomo si era così rivolto al Tribunale amministrativo cantonale, che pure gli aveva dato torto ponendo a suo carico 1'500 franchi di spese giudiziarie. L’automobilista aveva quindi impugnato la sentenza della Corte cantonale del 28 febbraio 2017 dinnanzi al TF, ottenendo ragione.
I giudici di Mon Repos hanno accolto la sua tesi secondo cui il test delle urine del 15 marzo 2015 fosse ‘contaminato’ da un farmaco che stava assumendo e che la seconda revoca della patente andasse quindi riconsiderata.Il TF ha così rinviato gli atti al Tribunale amministrativo per nuova decisione.
nic
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

