
Le trattative fiscali in corso con l'Italia si trovano in una fase avanzata, con buone prospettive di riuscita, e non è quindi il caso di bloccare i ristorni dei frontalieri: lo afferma la Deputazione ticinese alla Camere federali dopo un incontro con la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf "I negoziatori hanno buone ragioni per essere fiduciosi di poter concludere i negoziati al più tardi entro la fine della primavera 2015", si legge in un comunicato odierno. La Deputazione è quindi dell'avviso che in queste condizioni e in base alle rassicurazioni ricevute un blocco, totale o parziale, dei ristorni nel giugno 2014 sarebbe un segnale controproducente". Una lettera in tal senso è stata inviata al Consiglio di Stato a Bellinzona. Da parte sua - sempre stando a quanto riferito dai parlamentari ticinesi - la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha dichiarato di essere disposta a prendere tutti i provvedimenti concreti a salvaguardia degli interessi del Ticino e della Svizzera se, malgrado il pagamento del ristorno della quota all'imposta alla fonte spettante all'Italia nel giugno 2014, non dovesse essere possibile giungere a un accordo di principio su tutti i punti del mandato entro la fine della primavera del 2015.
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