
Il settore alberghiero elvetico si è confermato in ripresa in agosto, anche se i pernottamenti sono risultati ancora inferiori ai livelli pre-Covid, a causa di alcune regioni che continuano a soffrire per l’assenza di ospiti d’oltremare. Ticino e Grigioni presentano per contro numeri da record, avendo potuto approfittare pienamente dei molti svizzeri che hanno trascorso le vacanze in patria.
+27% di pernottamenti rispetto al 2020, ma cifre inferiori rispetto al periodo pre-pandemia
Stando ai dati diffusi oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) a livello nazionale in agosto sono state registrate 4,16 milioni di notti: il dato è del 27% più alto di quello dello stesso mese del 2020, ma è ancora sensibilmente inferiore ai 4,51 milioni messi a referto nell’ottavo mese del 2019. A pesare è stata una volta ancora l’assenza di molti visitatori stranieri: il 62% della clientela era infatti locale.
Ritornano gli stranieri
La ripresa del turismo elvetico in agosto è anche da ricondurre a un ritorno degli ospiti stranieri: dei 4,2 milioni di pernottamenti registrati 1,6 milioni sono stati generati da ospiti di oltre frontiera, un numero in progressione del 56% rispetto allo stesso mese del 2020. Per la clientela elvetica l’incremento è infatti più limitato, +14% a 2,5 milioni. Il gruppo più numeroso di ospiti provenienti dall’estero è arrivato dalla Germania, paese che è seguito da Francia e Paesi Bassi. Anche il numero di visitatori che giungono da nazioni lontane come gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti è salito significativamente rispetto all’anno precedente. È invece rimasto basso il livello dei viaggiatori in arrivo dall’Asia. Calcolando sui primi otto mesi dell’anno si contano 19,2 milioni di notti (+15%), di cui 4,9 milioni a carico degli stranieri (-17%) e 14,3 milioni generate da ospiti indigeni (+32%).
Differenze regionali, forti progressioni nelle aree urbane
L’analisi regionale mostra discrepanze notevoli, dettate però dal fatto che alcune zone - nello specifico: quelle urbane - avevano visto praticamente azzerata l’attività nel 2020. In agosto si osservano così forti progressioni a Ginevra (+108%), a Zurigo (+83%) e a Basilea (+54%), con numeri però ancora bassi nel confronto pluriennale.
Grigioni, mai raggiunto così tanti pernottamenti dal 2005
La progressione più contenuta è quella dei Grigioni (+15%), che arrivano comunque a un numero di notti (718’000) mai raggiunto dal 2005, anno a partire delle quale l’UST mette a disposizione i dati. A titolo di confronto l’agosto 2019 aveva segnato 606’000 notti e per ritrovare un valore superiore a 700’000 bisogna risalire al 2008.
Il Ticino favorito dai mutamenti dettati dalla pandemia
Un discorso simile vale anche per il Ticino, che conferma di essere stato favorito dai mutamenti delle abitudini di viaggio dettate dalla pandemia: in agosto le notti registrate sono state 427’000, non solo il 24% in più dello stesso periodo dell’anno scorso, ma anche in netta crescita in confronto alle 324’000 del 2019. L’ultima volta che si era vista la cifra 4 davanti al numero era nel 2006 (412’000). Il cantone italofono figura anche fra le regioni in cui la quota di ospiti svizzeri è più elevata, pari al 75%. Nelle valli retiche l’analogo dato è del 70%.
I risultati da gennaio ad agosto 2021
Se si considerano i primi sette mesi del 2021 a livello svizzero si contano 19,18 milioni di pernottamenti, con un aumento su base annua del 15% e una quota di ospiti indigeni del 75%. I Grigioni segnano +5% a 3,63 milioni, il Ticino addirittura +74% a 2,07 milioni. L’unica regione che arretra è Ginevra (-2%): soffrono però anche Zurigo (+2%) e Vallese (+4%), considerato che il paragone viene effettuato con il primo anno della pandemia.
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