
"No all'ideologia woke alla FedPol a danno della sicurezza pubblica". È il titolo di una mozione inoltrata da Lorenzo Quadri (Lega) al Consiglio federale dopo che l'Ufficio federale di polizia (FedPol) ha deciso di rimuovere l'indicazione del colore della pelle delle persone ricercare nel sistema di ricerca Ripol. "I ricercati non potranno più essere indicati con questa caratteristica, malgrado la sua utilità sia manifesta nell'identificazione del presunto autore di un reato", scrive il consigliere nazionale. "Con questa modifica, si rende più difficile il lavoro della polizia e si nuoce alla sicurezza pubblica. La protezione dei delinquenti viene priorizzata (ancora una volta) rispetto a quella delle vittime".
No all'ideologia woke
Secondo Quadri la direttiva ha una manifesta motivazione politica-ideologica e nel testo inviato al Governo chiede che venga revocata la direttiva della FedPol. "Non è accettabile che la sicurezza pubblica, l’identificazione dei delinquenti ed il lavoro della polizia vengano ulteriormente ostacolati dall’ideologia woke e/o da ipersensibilità sul non-problema del cosiddetto “racial profiling”. Anche altre voci hanno espresso perplessità, evidenzia Quadri. "Secondo Mario Fehr, responsabile della sicurezza a Zurigo, la scelta riduce l’efficacia delle indagini: la polizia cantonale zurighese continuerà pertanto a registrare le informazioni sul colore della pelle nel proprio sistema interno. Anche il ricercatore Patrice Zumsteg giudica la decisione «assurda»".

