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Svizzera
Rinvio votazione su aumento IVA per AI: reazioni contrastate
Redazione
18 anni fa

Per le organizzazioni dei disabili il rinvio della votazione federale sull'aumento temporaneo dell'Imposta sul valore aggiunto (IVA) in favore dell'assicurazione invalidità (AI) è una catastrofe. Anche i socialisti e i democristiani sono delusi, mentre altri accolgono con favore la decisione annunciata oggi dal Consiglio federale, ma gli obiettivi sono divergenti. È "irresponsabile" ritardare il risanamento dell'AI quando la crisi economica è ormai alle porte, afferma in un comunicato "Pro AI", che riunisce 17 organizzazioni di disabili. La votazione deve quindi tenersi al più tardi il 27 settembre, affinché le nuove risorse finanziarie siano disponibili nel gennaio del 2010. Un'ulteriore proroga avrebbe effetti "disastrosi". Incomprensione viene espressa anche dal PPD: non si risolvono i problemi rimandandoli alle calende greche, ha dichiarato all'ATS la portavoce Marianne Binder. Il deficit dell'AI aumenta quotidianamente ed aspettando fino a settembre non farà che peggiorare. Il partito sosterrà la stessa proposta in parlamento a marzo: si tratta di un buon compromesso, non vediamo altra soluzione", ha spiegato la Binder. Amareggiato anche il sindacato Travail.Suisse, il quale ritiene che ora è necessario separare immediatamente i fondi AI e AVS, di modo che su quest'ultimo non gravino ulteriormente i deficit dell'assicurazione invalidità. Pure Travail.Suisse continua a sostenere l'incremento dell'IVA per risanare l'AI. Il PS comprende che un incremento dell'IVA in piena recessione "non sia una soluzione felice", ma non può accettare il fatto che il Consiglio federale non proponga un'altra soluzione. Se si rinuncia a un aumento dell'IVA dovranno contribuire le casse federali, affermano in una nota i socialisti. Da parte loro, PLR e PLS definiscono la decisione "saggia". Essa offre al parlamento la possibilità di riesaminare la questione. In una nota congiunta le due formazioni chiedono ai presidenti degli altri partiti di governo di discutere insieme delle modalità e dei tempi ancora prima della sessione primaverile. Sulla riforma urgente dell'AI e la sua separazione dal fondo AVS bisogna però votare ancora quest'anno. Soddisfatti l'UDC e l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), entrambe generalmente contrarie a un incremento dell'IVA. I democentristi vorrebbero addirittura un abbassamento dell'1%. Il partito e l'organizzazione delle piccole e medie imprese chiedono una sesta revisione dell'AI e nel quadro di quest'ultima una riduzione delle prestazioni e un rafforzamento della lotta contro gli abusi. Prioritario è affrontare la "quota sovraproporzionale di stranieri" tra i beneficiari di rendite di invalidità, scrive l'UDC in un comunicato. Non bisogna immettere altri soldi nell'AI. Anche per l'USAM un risanamento attraverso entrate supplementari è fuori discussione nei prossimi anni a causa della situazione congiunturale difficile. Bisogna piuttosto tentare di ridurre il numero dei beneficiari e intensificare la lotta agli abusi.Se tutto ciò non servisse, bisogna pensare a tagli delle rendite, afferma l'USAM. ATS

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