
Preoccupazione è stata espressa oggi dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) riguardo all'accettazione ieri dell'iniziativa per l'espulsione degli stranieri criminali in Svizzera. Secondo la Commissione internazionale dei giuristi il testo vìola gli obblighi della Svizzera in ambito internazionale. "Il problema risiede nell'automatismo del rinvio. La formulazione dell'iniziativa non offre alcuna garanzia", ha dichiarato all'ATS Constantin Hruschka, giurista all'Ufficio europeo dell'UNHCR di Ginevra. L'UNHCR attende tuttavia di vedere come sarà applicata l'iniziativa "Occorrerà esaminare come il testo sarà realmente tradotto in legge in Svizzera", ha affermato Hruschka. "Ma così com'è pone problemi con gli obblighi internazionali della Svizzera che ha ratificato la Convenzione del 1951 sui rifugiati", ha insistito. La Convenzione non prevede espulsioni automatiche, ha ricordato. "Se rifugiati vengono espulsi, in caso di automatismo, non vi è alcuna garanzia che non siano torturati o perseguiti nel loro paese", ha aggiunto Hruschka sottolineando che se hanno ottenuto lo statuto di rifugiato in Svizzera vuol dire che hanno bisogno di protezione. La Commissione internazionale dei giuristi - che sostiene le stesse posizioni dell'UNHCR - invita il parlamento a fare di tutto perché l'iniziativa diventi conforme al diritto internazionale. A questo proposito viene accolta positivamente la dichiarazione del Dipartimento federale di giustizia secondo cui il governo contribuirà in maniera costruttiva ad una soluzione compatibile con Costituzione e diritti umani, ha affermato l'ONG con sede a Ginevra in un comunicato odierno. I giuristi affermano inoltre che governo e parlamento dovrebbero esaminare mezzi per assicurare che in futuro le iniziative popolari siano compatibili con gli obblighi internazionali della Svizzera. ATS
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