
Il Consiglio federale scelga per la rinuncia all’uscita dal nucleare. È quanto sostiene a grandi linee il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega). “In Svizzera il nucleare genera circa il 38% dell’elettricità prodotta nel Paese”, spiega in una mozione. “Da qualche anno la Svizzera non è più in condizione, specie nei mesi invernali, di produrre l’energia di cui necessita, ma è costretta ad importarne”, sottolinea.
Di recente, lo ricordiamo, la politica ha lanciato “un’allarme blackout” secondo cui dal 2025 in Svizzera potrebbe mancare la corrente elettrica. Secondo il consigliere nazionale “a fronte di questa annunciata penuria, il consumo aumenta in modo massiccio” e per questo “l’uscita dal nucleare diventa a questo punto insostenibile”. Per Lorenzo Quadri “solare ed eolico non sono in grado di rimpiazzare l’atomo, e non lo saranno nemmeno in futuro”. La Francia ha annunciato la costruzione di nuove centrali atomiche di piccole dimensioni entro il 2030 e anche per questo “la Svizzera dovrebbe dunque seguire questa via e puntare con decisione all’autonomia energetica”. Dipendenza – prosegue – “significa infatti ricattabilità”.
La Svizzera – conclude Quadri – “non deve diventare dipendente dall’Unione europea per l’approvvigionamento elettrico, poiché Bruxelles ne approfitterebbe per ricattare il nostro Paese pretendendo inaccettabili cessioni di sovranità in cambio di corrente elettrica”.
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