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Società
Rincaro casse malati e inflazione, "l'80% degli svizzeri è preoccupato e deve ridurre le spese"
©Chiara Zocchetti
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Keystone-ats
3 anni fa
Stando a un sondaggio la regione più preoccupata sarebbe la Svizzera italiana, dove l'88% delle persone si dice preoccupata per le proprie finanze. Percentuale che scende al 71% nella Svizzera tedesca.

In Svizzera, quasi l'80% delle persone assicurate manifesta timore per le proprie finanze a causa dell'aumento dei premi malattia e del costo della vita. Se il 13% risponde agli aumenti cambiando franchigia, modello assicurativo o cassa malati, il 66% dichiara di dover ridurre anche altre voci del proprio budget personale e familiare. E nel 18% dei casi l'impatto ricade sulle spese relative ai generi di prima necessità. È quanto emerge da un sondaggio condotto lo scorso giugno da bonus.ch.

Aumento dei premi malattia e impatto sul budget

Associato all'aumento del costo della vita in generale, l'aumento dei premi malattia pesa sempre più sul budget delle economie domestiche: quasi l'80% delle persone assicurate in Svizzera è preoccupato e si vede costretto a ridurre le spese. Per il 18% di loro, la riduzione prevista riguarda le spese vive e i generi di prima necessità (alimentazione, riscaldamento, ecc.); per il 21%, l'impatto sarà sulle spese per vacanze e divertimento, mentre il 27% afferma di voler ridurre altre spese. Il 13% di chi ha risposto al sondaggio argina gli aumenti agendo direttamente sulla gestione della malati, ovvero cambiando franchigia o modello assicurativo (7%), oppure scegliendo direttamente una nuova compagnia (6%). Infine, il 21% del campione indica di non avere particolari timori per le proprie finanze.

I più preoccupati sono a sud delle Alpi

È in Svizzera italiana che si riscontra maggiore preoccupazione. In questa regione linguistica, l'88% delle persone assicurate che hanno risposto al nostro sondaggio manifesta preoccupazione per le proprie finanze, rispetto all'81% in Svizzera francese e al 71% in Svizzera tedesca. Oltre il 70% degli italofoni e delle italofone non può intervenire esclusivamente sulla gestione della propria assicurazione malattia, ma deve intervenire sulle altre spese per assorbire l'aumento dei premi e del costo della vita. Questa percentuale scende al 67% nella Svizzera francese e al 59% nella Svizzera tedesca. Infine, il 22% degli assicurati e delle assicurate della Svizzera italiana dichiara di dover ridurre le spese per i beni di prima necessità, rispetto al 17% delle altre regioni linguistiche.

Cassa malati obbligatoria, pro o contro?

Nel sondaggio bonus.ch ha inoltre interrogato oltre 4'700 assicurati e assicurate sulla possibilità di introdurre la libera scelta di aderire a una cassa malati per la copertura assicurativa di base, eliminando quindi l'obbligo di assicurarsi. I risultati mostrano che il 25% del campione abolirebbe l'obbligo assicurativo, un tasso che l'anno scorso era del 21%. L'aumento quasi costante dei premi malattia è una spiegazione logica per la crescente percentuale di popolazione svizzera che è riluttante all'obbligo di un'assicurazione malattia. In Svizzera italiana, quasi un terzo delle assicurate e degli assicurati mostrano interesse per l'idea della libera scelta di assicurarsi. In Romandia, questo tasso è del 24% e in Svizzera tedesca del 23%. Il 29% degli uomini si dichiara pronto a rinunciare all'obbligo di una cassa malati per la copertura assicurativa di base, mentre di questo stesso avviso è il 21% delle donne.

Le misure per ridurre i premi

Nel 2023, i premi malattia in Svizzera sono aumentati in media del 6.6%. Il 2024 non si prospetta migliore: è già annunciato un nuovo forte rialzo. Ma la popolazione svizzera sarebbe pronta ad accettare un certo numero di compromessi per ridurre il premio dell'assicurazione malattia? bonus.ch ha rivolto questa domanda a oltre 4'700 tra assicurate e assicurati, imponendo loro di scegliere soltanto una delle proposte seguenti: riduzione delle prestazioni dell'assicurazione di base; chiusura di alcuni ospedali; obbligo di consultare in primo luogo un medico generico piuttosto che direttamente uno specialista; obbligo di consultare in primo luogo un farmacista in caso di malattia (ciò significa che i farmacisti sarebbero autorizzati a praticare consultazioni); passaggio da CHF 300.- ad un importo superiore per la franchigia minima; aumento dell'aliquota percentuale da CHF 700.- a un importo superiore.

Chi rifiuta ogni tipo di compromesso

Dal sondaggio, scrive bonus.ch, emerge anche che quasi un quarto delle persone interpellate rifiuta qualsiasi tipo di compromesso e concessione. La misura meglio tollerata è l'obbligo di consultare il medico generalista prima di qualsiasi altro (35%). Per il resto, le opinioni sono molto divise, e tutte le altre proposte raccolgono pochi consensi: il 12% ammetterebbe la consultazione preliminare di un(a) farmacista, il 10% la chiusura di un certo numero di istituti ospedalieri, il 9% l'aumento della franchigia minima, il 6% la riduzione delle prestazioni e il 4% l'aumento dell'aliquota percentuale. La Svizzera romanda è la regione che manifesta la minore apertura verso un compromesso in cambio di una riduzione dei premi malattia: il 27% del campione non accetterebbe nessuna delle misure propose, un tasso che scende al 25% in Svizzera italiana e al 20% in Svizzera tedesca. Si rileva inoltre che il 27% delle assicurate non ammetterebbe nessuna delle misure proposte, mentre ad avere questa opinione è il 21% degli assicurati.