
Duro colpo per i fruitori del trasporto pubblico. I biglietti a livello nazionale subiranno un aumento in media del 3,9%. Lo ha annunciato oggi AllianceSwissPass. Un passo necessario a causa dell’aumento dei costi e delle decisioni politiche. «L’aumento dei prezzi dei biglietti è necessario», ci spiega il vicepresidente del Consiglio Strategico Serge Collaud. «Prima di tutto a causa dell’aumento dei costi. In primis, parlo soprattutto del materiale rotabile, del personale e dell’energia. In secondo luogo, ha influito la riduzione degli aiuti pubblici, come la fine dei ristorni sugli oli minerali che corrisponde a 50 milioni di franchi. Se prendiamo gli ultimi 10 anni, l’aumento dei prezzi dei biglietti del trasporto pubblico riflette in ogni caso l’aumento dei costi della vita».
L'intenzione non è disincentivare il tp
Per osservare i prezzi dettagliati dovremo attendere la primavera di quest’anno. Ad oggi si sa che l’abbonamento metà prezzo costerà 5 franchi in più. Aumenta anche l’abbonamento generale, così come i biglietti per le bici e per i cani. Le offerte per bambini e famiglie invece resteranno invariate o subiranno un leggero incremento: «Nella prossima tappa discuteremo nello specifico con Mister Prezzi», dice Collaud. «Non abbiamo dunque ora l’intenzione di dare dei prezzi specifici sui titoli di trasporto. Quello che posso dire è che facciamo attenzione a coinvolgere il meno possibile bambini e famiglie. Ci concentreremo soprattutto su abbonamento generale e metà-prezzo». Serge Collaud poi ci spiega che questo aumento non disincentiva l’utilizzo del trasporto pubblico, ma mira a rafforzarlo. «Questo aumento dei prezzi è attuato per rafforzare il trasporto, per continuare il processo di decarbonizzazione e a offrire un’alternativa contro gli effetti del cambiamento climatico. Abbiamo un approccio proattivo e positivo. Vorrei dire che in Svizzera abbiamo il miglior trasporto pubblico al mondo. Siamo fieri di questo e per questo motivo abbiamo bisogno finanze stabili da un aumento dei prezzi».
La critica di Bruno Storni
Sul tema si è espresso anche il Consigliere Nazionale Bruno Storni che, da noi raggiunto, punta il dito contro la Confederazione. «A livello federale per questioni finanziarie cala il sostegno per il trasporto pubblico. La Confederazione non dà seguito finanziariamente all’aumento dell’offerta del tp e del costo della vita. Se l’ente pubblico rallenta, il passeggero è costretto a pagare di più. (Il Consiglio Federale nel messaggio finanziamento trasporto pubblico regionale 2026 2028 aveva proposto di diminuire la partecipazione di Confederazione e Cantono del 5% che le aziende dovranno ribaltare sui biglietti)». E ad oggi è così. L’aumento generalizzato è previsto per la fine di quest’anno a dicembre 2026.

