
La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga difende la prassi sull'asilo applicata nei confronti degli eritrei. È impensabile che la Svizzera rinvii persone in uno stato totalitario, ha dichiarato oggi ai media a Berna reagendo a una lettera inviata al Consiglio federale dal governo lucernese.
Numerosi rapporti e informazioni sull'Eritrea sono unanimi nel descrivere questo paese come una dittatura e non uno stato di diritto, dove persino il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) non ha accesso alle prigioni. Per questo motivo nessuno stato europeo rinvia persone in Eritrea, ha ricordato Sommaruga in occasione della tradizionale passeggiata estiva con i giornalisti lungo l'Aare.
La responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha risposto così alla missiva rivolta al Consiglio federale dall'esecutivo cantonale lucernese nella quale viene chiesto che i richiedenti asilo eritrei non siano più tutti riconosciuti come rifugiati.
Secondo il consigliere di Stato lucernese PPD Guido Graf, il diritto d'asilo è troppo generoso e occorrerebbe privilegiare un diritto di soggiorno provvisorio e non un diritto d'asilo quasi sistematico.
Le sue argomentazioni si fondano su una falsa ipotesi, ha ribattuto la presidente della Confederazione. Già oggi circa la metà dei richiedenti asilo provenienti dall'Eritrea non sono riconosciuti come rifugiati ma unicamente accolti provvisoriamente.
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