Cerca e trova immobili
Svizzera
Rifugiati reclutati per 3200 fr nelle aziende agricole
Redazione
11 anni fa
Gli agricoltori tentano il progetto pilota. I vantaggi: avere della manodopera a disposizione e aiutare all'integrazione

Sono in dieci le imprese svizzere che hanno deciso di tentare l'esperienza. Si tratta di un progetto pilota che durerà tre anni: assumere rifugiati riconosciuti e candidati ammessi provvisoriamente, in aziende agricole. Questo permetterebbe a questi lavoratori di integrarsi meglio e ai contadini di disporre di mano d'opera.

Le possibilità offerte dal progetto? Migliorare le conoscenze linguistiche e acquisire nuove competenze, "inoltre verrebbe facilitato anche il loro accesso al mercato del lavoro", hanno sostenuto oggi nel corso di una conferenza stampa i rappresentanti dell'Unione svizzera dei contadini (USC) e la Segreteria di stato della migrazione (SEM) a Füllinsdorf (BL). Gli agricoltori dal canto loro potrebbero disporre di mano d'opera che abita nella regione e in particolare in un'ottica a lungo termine. Inoltre, le collettività avrebbero l'opportunità di risparmiare visto che questi rifugiati diventerebbero finanziariamente indipendenti, hanno sostenuto i promotori del progetto. Le dieci aziende agricole che partecipano al test hanno già assunto rifugiati o lo faranno entro l'anno. Il salario lordo versato il primo mese ammonta a 2300 franchi lordi. A partire dal secondo mese questi lavoratori riceveranno un salario conforme alle norme minime dettate dal contratto normale di lavoro, ossia, nella maggior parte dei Cantoni, 3200 franchi, hanno spiegato USC e SEM. Le aziende otterranno un indennizzo di 200 franchi mensili per i compiti amministrativi supplementari legati alla valutazione del progetto. Quelle che offrono anche vitto e alloggio alla manodopera riceveranno altri 200 franchi d'indennità mensile forfettaria.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata