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Indennità
Riforma Ue sui frontalieri disoccupati, per la Svizzera costi fino a un miliardo
©Chiara Zocchetti
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Redazione
4 ore fa
Secondo l’Aargauer Zeitung, il nuovo principio voluto da Bruxelles trasferirebbe sul Paese di lavoro il pagamento delle indennità di disoccupazione.

La Svizzera rischia di pagare un prezzo elevato per una riforma sociale approvata dall’Unione europea. Come riferisce l’Aargauer Zeitung, Bruxelles ha trovato un accordo su nuove regole per i frontalieri disoccupati: in futuro l’indennità dovrebbe essere versata non più dal Paese di residenza, ma da quello in cui la persona ha lavorato e versato contributi. Per la Confederazione, che conta circa 410mila frontalieri, le conseguenze potrebbero essere importanti. Secondo stime citate dal quotidiano argoviese, l’impatto sui conti svizzeri potrebbe andare da diverse centinaia di milioni fino a quasi un miliardo di franchi l’anno.

Come cambia il sistema

Oggi un frontaliere occupato in Svizzera contribuisce all’assicurazione svizzera contro la disoccupazione, ma in caso di perdita del posto riceve le indennità dal proprio Paese di domicilio. La riforma europea ribalterebbe questo principio: a pagare sarebbe il Paese in cui il lavoratore era impiegato. Nel caso di molti frontalieri attivi in Svizzera, il costo ricadrebbe quindi su Berna.

Perché la Svizzera è esposta

La Confederazione è particolarmente toccata perché ospita il maggior numero di frontalieri d’Europa, molti dei quali impiegati in sanità, industria e servizi. L’Aargauer Zeitung ricorda che l’attuale sistema pesa soprattutto sui Paesi confinanti. In Francia, per esempio, la cassa disoccupazione Unedic avrebbe accumulato negli anni miliardi di costi legati ai frontalieri. La Svizzera ha cercato di opporsi alla riforma durante i negoziati, ma il compromesso sembra vicino al via libera definitivo. Secondo il quotidiano, a Palazzo federale si teme non solo il costo economico, ma anche l’impatto politico del dossier, in un momento delicato nei rapporti tra Svizzera e Unione europea. La Seco ha comunque precisato che un eventuale recepimento richiederà le procedure interne di approvazione e il consenso esplicito della Svizzera.

Possibili ricadute politiche

Il tema potrebbe entrare anche nel dibattito interno sulla libera circolazione e sull’iniziativa dei 10 milioni. Per ora si tratta di una riforma non ancora formalmente definitiva, ma il segnale è chiaro: una decisione presa a Bruxelles potrebbe avere conseguenze molto concrete anche per le casse svizzere.