
In Europa, le riforme radicali della previdenza per la vecchiaia sono spesso accettate più facilmente rispetto alle modifiche mirate. È quanto emerge da uno studio - commissionato dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) - del professore ticinese Giuliano Bonoli e del suo gruppo dell'Istituto di alti studi in amministrazione pubblica (IDHEAP) di Losanna. Per la Svizzera la strategia che prevede un abbinamento dei principi di flessibilità e compensazioni sociali sembra essere la più indicata. L'obiettivo dello studio era di determinare se le esperienze internazionali possono servire da riferimento alla Svizzera in caso di future riforme. Gli autori hanno paragonato le tendenze in materia di revisione dei sistemi pensionistici in cinque Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) - Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi e Svezia - e si sono interessati agli obiettivi e ai fattori di successo di queste riforme. I Paesi analizzati sono stati scelti perché sono riusciti ad adeguare i loro sistemi di previdenza nonostante l'atmosfera politica fosse tesa, ha precisato in una conferenza stampa a Berna Bonoli. ATS
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