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Svizzera
Riforma previdenza: dalle urne esce un doppio "no"
Redazione
9 anni fa

Per passare ci volevano due "sì", ma dalle urne è uscito un doppio "no": la riforma della previdenza vecchiaia 2020 è stata bocciata oggi in votazione popolare in modo più netto di quanto previsto ed è stato respinto, di misura, anche l'aumento dell'IVA. A conteggio ultimato la Legge federale sulla riforma della previdenza per la vecchiaia è stata respinta con 1'320'830 voti (pari al 52,7%) contro 1'186'079, mentre la proposta di innalzamento dell'imposta sul valore aggiunto è stata rinviata al mittente per un soffio: 1'257'032 voti (50,05%) contro 1'254'675. L'affluenza alle urne è stata del 46,7%. Per il Consiglio federale si tratta di una cocente sconfitta, la seconda quest'anno dopo il voto negativo dello scorso febbraio sulla terza riforma dell'imposizione delle imprese. Le statistiche della consultazione odierna mostrano che 16 cantoni, tra cui i Grigioni, hanno detto di "no" sia al decreto federale sul finanziamento supplementare dell’AVS mediante l'aumento dell'IVA, sia alla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020. Due Cantoni, Vaud e Lucerna, hanno espresso un voto contrastato: hanno in altri termini accettato l'innalzamento dell'imposta sul valore aggiunto, ma respinto la riforma dell'AVS. Otto cantoni, infine, hanno detto di "sì" alle due proposte: si tratta di Ticino, Giura, Basilea Città, Friburgo, Neuchâtel, Vallese, Zurigo e Berna: in questo ultimo cantone, relativamente alla riforma dell'AVS, lo scarto tra favorevoli e contrari è stato di 29 schede soltanto. UDC, strada libera per vera riforma Dopo il voto odierno la strada è libera per una vera riforma che garantisca le rendite AVS: lo afferma l'UDC. Una piccola maggioranza dei cittadini ha fatto pendere la bilancia dalla parte giusta pronunciandosi contro un aumento finanziariamente insopportabile delle rendite, si legge in un comunicato odierno. Tenuto conto della situazione dell'AVS l'aumento di 70 franchi dell'assegno per i nuovi pensionati era particolarmente contestato. Come ribadito durante la campagna di votazione l'UDC si impegnerà a ripresentare in parlamento le parti non contestate della riforma, quali l'aumento dell'età di pensionamento delle donne e il ritocco dell'IVA. Sul fronte della previdenza professionale il partito promette di battersi contro qualunque tentativo di legare questo ambito all'AVS. PS, non è via libera a smantellamento sociale Il no del popolo alla riforma della previdenza non va interpretato come un'autorizzazione a uno smantellamento sociale: lo sottolinea il Partito socialista, che mette in guardia UDC e PLR: un piano B che prevede un abbassamento del tasso di conversione e un aumento dell'età di pensionamento senza alcuna compensazione sarà combattuto frontalmente. Il risultato particolarmente tirato, nonché con fronti non abituali e variati, mostra che le soluzioni estreme non hanno alcuna chance davanti al popolo, si legge in un comunicato odierno. "Quale partito dell'AVS e dei pensionati, il PS non permetterà alla destra di mettere in opera uno smantellamento sociale. La pietra angolare dovrà essere un rafforzamento delle rendite, in particolare di quelle AVS". In ogni caso il PS si impegnerà affinché anche in futuro il popolo possa continuare a pronunciarsi in materia di previdenza. La "depoliticizzazione" del tema voluta dalla destra in realtà non è nient'altro che un tentativo di rendere meno democratico il controllo e di zittire il popolo, sostiene il partito di Christian Levrat.

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