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Svizzera
Riforma pensioni, partiti e sindacati non entusiasti
Redazione
9 anni fa

La via presentata oggi dal Consiglio federale per la nuova riforma della previdenza di vecchiaia non suscita vero entusiasmo da parte di partiti e sindacati. L'obiettivo di mantenere il livello delle rendite e di assicurarne il finanziamento è apprezzato, ma la soluzioni per raggiungerlo non piacciono. Il PPD è d'accordo sulle idee fondamentali e sulla rapidità della riforma pensionistica. Le misure per l'AVS e le casse pensioni devono essere portate avanti separatamente, ma la totalità delle rendite è decisiva. Prima di una votazione la popolazione deve quindi come si proseguirà nella totalità della riforma. È quindi essenziale che le parti sociali mettano d'accordo quanto prima anche sul secondo pilastro, altrimenti i cittadini si vedranno costretti a "comperare a scatola chiusa". Il Partito Liberale Radicale (PLR) apprezza che il contenuto essenziale della nuova riforma riprende il piano B presentato dal partito, ma ritiene troppo lunga la tabella di marcia prevista, poiché le misure necessarie da prendere sono già note da tempo. Una votazione popolare in merito sarebbe già possibile in questa legislatura. Oltre all'innalzamento a 65 anni dell'età della pensione per le donne il partito chiede un aumento dell'IVA per finanziare la previdenza di vecchiaia. Secondo il Partito Socialista (PS) il governo va nella buona direzione quando intende mantenere come obiettivo prioritario il mantenimento del livello delle rendite. Per contro il governo non propone nulla per compensare un eventuale aumento dell'età di pensionamento femminile e nemmeno per far fronte all'abbassamento del tasso di conversione del cosiddetto secondo pilastro, reclamato con forza dagli ambienti di destra e della finanza. Secondo il PS, senza compensazioni, si tratta di una ennesima proposta di smantellamento sociale che non ha la minima chance di riuscita. L'Unione sindacale svizzera (USS) ritiene decisivo per la riuscita della riforma che essa consenta ai pensionati attuali e a quelli futuri di mantenere il precedente livello di vita in modo appropriato, come prescritto dalla Costituzione. Bisogna quindi migliorare il livello delle rendite. Il Consiglio federale si focalizza sull'età di pensionamento, come richiesto dai datori di lavoro, mentre è evidente che l'AVS ha bisogno di mezzi supplementari nella forma di contributi salariali più consistenti. D'altro canto banche e assicurazioni non dovrebbero più aver diritto di fare utili con le casse pensioni a scapito degli assicurati. Per l'USS l'età di pensione delle donne deve rimanere a 64 anni. Sulla stessa linea il sindacato Unia, secondo il quale il Consiglio federale non ha imparato nulla dalla bocciatura popolare della "Previdenza 2020": una volta ancora sono le donne a dover sopportare il peso della riforma pensionistica e ciò è inaccettabile. La riforma è possibile solo con un rafforzamento dell'AVS, che è il pilastro più stabile e solidale del nostro sistema di previdenza. è inoltre la principale fonte di reddito per le persone anziane, soprattutto donne.

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