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Svizzera
Riforma III: un raro schiaffo per il Consiglio federale
Riforma III: un raro schiaffo per il Consiglio federale
Riforma III: un raro schiaffo per il Consiglio federale
Redazione
10 anni fa
Prima grande sconfitta dal 2014 per il Governo elvetico. Dopo il voto sui Gripen, nuovo dispiacere per Maurer

Per il Consiglio federale il "no" alla terza riforma dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) rappresenta la prima grande batosta in una votazione dal 2014 e, considerando la portata attribuita al progetto, una delle peggiori da diversi anni a questa parte. La bocciatura dovrebbe seccare soprattutto al ministro delle finanze Ueli Maurer, dopo che l'ultimo fiasco governativo era già stato di sua responsabilità: nel maggio 2014, quando era ancora ministro della difesa, era stato affossato l'acquisto degli aerei da combattimento Gripen. Al contempo i votanti approvarono, contro il parere del Consiglio federale, l'iniziativa sulla pedofilia. Nel febbraio dello stesso anno governo e parlamento erano già stati confrontati a una debacle le cui conseguenze si fanno ancora ben sentire: i cittadini avevano detto "sì" all'iniziativa contro l'immigrazione di massa.

Maurer vuole rilanciare subito i lavori

Dopo lo scacco matto alla terza riforma dell'imposizione delle imprese "bisogna avviare subito un nuovo progetto", il consigliere federale Ueli Maurer non crede che sarà possibile metterlo in vigore prima del 2021. Rinviato anche un eventuale programma di risparmi. La Svizzera ha promesso di sopprimere nel 2019 gli statuti speciali criticati a livello internazionale, ma non sarà possibile mantenere tale promessa in quanto ci vorranno almeno due anni prima che Cantoni e Confederazione possano regolare i dettagli di applicazione di una riforma.

Il Consiglio federale, secondo Maurer, potrebbe presentare un nuovo pacchetto al Parlamento entro fine anno, però ci vorrà sicuramente più tempo. I lavori preparatori inizieranno nei prossimi giorni - ha assicurato il ministro delle finanze - sebbene non si potrà fare tutto dall'oggi al domani. Ci sarà un'analisi approfondita, insieme ai Cantoni, per trovare nuove soluzioni, associando ai lavori anche le città.

Maurer non è entrato nel dettaglio di quali potrebbero essere le modalità e la sostanza della nuova riforma, ma non ha escluso contropartite finanziarie agli sgravi fiscali, pur riconoscendo che il margine di manovra è stretto. L'intento è di mantenere attrattiva la Svizzera di fronte alla concorrenza internazionale.

Prima della votazione Maurer aveva minacciato di far partire subito un vasto programma di economie per compensare le perdite fiscali che sarebbero derivate dal no popolare. Questa prospettiva si va allontanando. Una simile misura dovrebbe venir decisa se proseguisse l'incertezza giuridica e se le aziende dovessero voltare le spalle alla Svizzera.

Persistono vari pericoli, secondo il consigliere federale: il nostro Paese potrebbe sparire dal radar delle aziende internazionali, che potrebbero investire di meno o addirittura lasciare il territorio della Confederazione, con perdite fiscali per la Confederazione e i Cantoni. A suo parere la pressione internazionale si accentuerà.

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