
Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare, entro la metà del 2017, i parametri sostanziali per un nuovo progetto fiscale a seguito della votazione sulla riforma dell’imposizione delle imprese. L’obiettivo rimane quello di rafforzare la competitività della Svizzera.
Il Consiglio federale ha constatato che dopo il rifiuto della Riforma III dell’imposizione delle imprese in occasione della votazione popolare del 12 febbraio, oppositori e sostenitori della riforma sono in linea di principio concordi sulla necessità di elaborare rapidamente un nuovo progetto. L’obiettivo rimane rafforzare la competitività del sistema fiscale svizzero e garantire le entrate fiscali di Confederazione, Cantoni e Comuni. Le norme fiscali in vigore per le società con statuto speciale devono essere abolite, come prospettato dalla Svizzera a livello internazionale. Il Consiglio federale ha incaricato il DFF di presentare, nel corso del secondo trimestre del 2017, i parametri sostanziali per un nuovo progetto e delle proposte per il prosieguo dei lavori.
I parametri devono essere elaborati previa consultazione dei partiti politici, in collaborazione con i Cantoni e con il coinvolgimento delle città e dei Comuni. Saranno inoltre interpellati le associazioni mantello dell’economia e i rappresentanti dei lavoratori.
La Francia corteggia le aziende deluse dal voto sulla Riforma III
Intanto, a seguito del risultato del voto, c'è chi si muove per cercare di trarne beneficio. Secondo quanto riportato stamane da Le Temps, l'agenzia di promozione economica francese si è attivata per attirare gli imprenditori svizzeri delusi dal rifiuto scaturito dalle urne.
"Mi permetto di contattarla in merito al suo desiderio di ottimizzare le vostre attività, proponendole una soluzione in Francia entro il 2018..." si legge nella missiva indirizzata ad alcuni imprenditori, attivi nel settore della ricerca e dello sviluppo, che avevano pubblicamente preso parte al dibattito pubblico pre-votazione.
L'arma fiscale messa in campo da "Business France" permetterebbe di trasformare il 30% delle spese annuali in una riduzione delle imposte. Secondo quanto precisato dal quotidiano ginevrino però, il marketing francese avrebbe ovviamente omesso di specificare alcuni dettagli. Malgrado la riforma non sia stata accettata, le società svizzere beneficiano ancora di numerose deduzioni, oltre che della burocrazia elvetica indubbiamente più snella.
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