
Per l'Unione sindacale svizzera (USS) la terza riforma della fiscalità delle imprese è un "regalo economicamente assurdo". L'organizzazione ha fortemente criticato oggi la revisione, dicendosi preoccupata per i costi che farà ricadere sulla collettività. Questa riforma priverà la Confederazione di una somma pari a 2,5-3 miliardi di franchi, ha rilevato l'USS in una nota. I cantoni e i comuni dovranno da parte loro fare i conti con minori entrate pari a 4-5 miliardi. La terza revisione vuole rafforzare la competitività delle imprese sopprimendo la tassa di emissione e limitando "gli ostacoli di natura fiscale al loro finanziamento", si legge sul sito internet del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Prevede inoltre di armonizzare i regimi fiscali cantonali e in particolare l'imposizione alla fonte per le aziende. Questa armonizzazione non è altro che una "riduzione generale delle tasse per l'insieme delle imprese", pari a circa il 15%, mette in guardia l'USS. Il settore pubblico si troverà in difficoltà per finanziare i servizi e le infrastrutture, aggiunge il sindacato. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

