
La riforma III delle imprese (RIE III) non sarà indolore: è quanto si evince dal rapporto finale presentato oggi a Berna da uno speciale gruppo di lavoro, dal quale risulta che, per mantenere la competitività fiscale della Confederazione e rispettare i parametri internazionali, la RIE III potrebbe generare perdite fiscali per le collettività pubbliche, più o meno "pesanti" (da 1 a 3 miliardi di franchi) a seconda dei modelli fiscali scelti. Per questo, si prevedono compensazioni sia tra cantoni che tra quest'ultimi e la Confederazione. Non si escludono nemmeno interventi a livello di entrate fiscali, come la tassazione degli utili da partecipazioni. Il documento verrà inviato in consultazione ai cantoni: sulla base dei risultati, il Dipartimento federale delle finanze stilerà un rapporto per il Consiglio federale. Un progetto preliminare potrebbe essere inviato per esame alle cerchie interessate l'estate prossima. Ciò che si propone la RIE III - elaborata dall'amministrazione assieme ai rappresentanti dei cantoni e già oggetto di un documento intermedio - è la classica quadratura del cerchio: mantenere l'attrattiva della piazza economica e finanziaria elvetica, limitando al massimo le ripercussioni sui bilanci dei cantoni e della Confederazione. Con la RIE III, la Confederazione risponde alle pressioni esercitate dall'Ue e dall'OCSE affinché Berna corregga le distorsioni alla concorrenza derivanti dal trattamento fiscale privilegiato di cui godono in Svizzera grandi società estere rispetto a quelle elvetiche.
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