
Il rifiuto del Consiglio nazionale di autorizzare agenti di sicurezza privati nei treni polarizza gli ambienti interessati: da un lato i sindacati di polizia e del personale, soddisfatti, dall'altro l'Unione dei trasporti pubblici (UTP) e Moritz Leuenberger, molto delusi. "Questo progetto avrebbe permesso di migliorare la sicurezza dei trasporti pubblici per passeggeri e personale", indica oggi il capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) in un comunicato. "Non abbiamo altra scelta che mantenere, in collaborazione con le ferrovie, l'attuale soluzione offerta da Securitrans." Rifiutando di commentare la decisione politica, le FFS confermano: rimarrà il sistema di polizia ferroviaria attuale, che si è dimostrato valido, ha detto all'ATS il portavoce Jean-Louis Scherz. La decisione del Nazionale "non pone problemi particolari. In seguito toccherà alla politica dire cosa si aspetta dalle FFS", ha aggiunto. L'UTP non è altrettanto diplomatica. L'associazione, a cui fanno capo anche le FFS, si dice "delusa" e considera la situazione insoddisfacente. Le imprese di trasporto vogliono assumere le loro responsabilità in materia di sicurezza, ma non dispongono delle competenze e delle basi legali necessarie. "Bisogna ricominciare tutto da zero". ATS
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