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Guerra in Ucraina
Riesportazione di armi, il Consiglio federale dice no
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Keystone-ats
4 anni fa
La revoca della dichiarazione di non riesportazione varrebbe nei casi in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dichiarasse in una risoluzione una violazione del divieto dell'uso della forza ai sensi del diritto internazionale.

Il Consiglio federale è contrario alla mozione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) secondo cui il governo dovrebbe essere autorizzato a revocare la dichiarazione di non riesportazione firmata dai Paesi che hanno acquistato materiale svizzero. Il testo depositato il 24 gennaio prevede la modifica dell'articolo 18 della Legge federale sul materiale bellico (LMB). La revoca della dichiarazione di non riesportazione varrebbe nei casi in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dichiarasse in una risoluzione una violazione del divieto dell'uso della forza ai sensi del diritto internazionale. La dichiarazione potrebbe essere revocata anche nel caso in cui l'Assemblea generale delle Nazioni Unite riscontrasse, con una maggioranza di due terzi, una violazione del divieto internazionale sull'uso della forza. Il Consiglio federale potrebbe mantenere il divieto di riesportazione se l'abrogazione dovesse pregiudicare un interesse prioritario della politica estera svizzera.

La posizione dell'esecutivo

Il Consiglio federale ha preso posizione oggi. In merito al primo aspetto - una risoluzione del Consiglio di sicurezza - il governo fa notare che una deroga esiste già oggi in forma analoga. Se il Consiglio di sicurezza "ordina o autorizza misure militari, tali misure sono vincolanti ai sensi del diritto internazionale e il diritto della neutralità non si applica", scrive l'esecutivo. Se vi fosse una simile risoluzione, il Consiglio federale potrebbe autorizzare già oggi la riesportazione di materiale bellico a singole parti in conflitto, conformemente alla LMB. Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, in ogni caso non è stata adottata una risoluzione del genere, osserva il governo.

Le implicazioni

Riguardo all'altro aspetto della mozione, per il Consiglio federale il problema è che le decisioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite non sono vincolanti ai sensi del diritto internazionale, e questo indipendentemente dal quorum con il quale sono state approvate. "Queste decisioni non modificano in alcun modo l'applicazione del diritto della neutralità" ai sensi della quinta Convenzione dell'Aia del 1907. Se la Svizzera decidesse unilateralmente di applicare il criterio auspicato dalla maggioranza della CPS-N, violerebbe il principio della parità di trattamento nei confronti dei belligeranti e quindi i suoi obblighi in base al diritto della neutralità.