
Un'iniziativa cantonale è stata depositata a nome di Maddalena Ermotti-Lepori (Il Centro), Diana Tenconi (PLR), Maurizio Canetta (PS), Nara Valsangiacomo (Verdi), e a nome della maggioranza della Commissione di Controllo Usi Supsi. L'iniziativa vuol riportare l'attenzione sul programma Horizon Europe, che "dispone di un bilancio di 95,5 miliardi di euro" atti a finanziare progetti di ricerca tra 2021 e 2027. L'esclusione della Svizzera da questo programma, secondo gli iniziativisti, è "un vero duro colpo per i team di ricerca delle università svizzere". Il problema non riguarda solo l'ottenimento dei finanziamenti secondo il testo dell'iniziativa, ma anche alla partecipazione "a reti di ricercatori e ricercatrici", facendo sì che "la Svizzera sta perdendo posizioni come polo nella ricerca e nell'innovazione".
Una questione che tocca il Ticino
La questione ha risvolti anche a livello ticinese. Secondo il testo dell'iniziativa, infatti, il Cantone "è una realtà in cui formazione e ricerca sono di ottimo livello". Tuttavia, secondo gli iniziativisti, "già si vedono i segni di una minor attrattiva dell'Usi nei confronti dei migliori ricercatori". La questione è stata "illustrata nell'incontro con la Commissione di controllo Usi-Supsi", e la problematica comunicata al Consiglio di Stato.
Le conseguenze dell'esclusione da Horizon
L'iniziativa mette l'accento sulle conseguenze dell'esclusione dal programma Horizon sull'economia. In questo senso, "c'è il rischio concreto non solo che i migliori ricercatori stranieri rinuncino a venire in Svizzera, per l'impossibilità di partecipare ad un progetto europeo ma che alcune PME decidano di delocalizzare perché lo statuto di paese terzo non associato ad Horizon esclude le imprese svizzere dalle sovvenzioni europee e da progetti innovativi". Il processo sarebbe già in atto secondo gli iniziativisti. La situazione sarebbe tanto più grave dal momento che "il futuro anche economico del nostro Cantone riposa sull'innovazione, la quale trae isiprazione dalla ricerca realizzata negli istituti universitari". Secondo i firmatari "si tratta di collaborazioni vitali per il futuro della nostra economia".
Conclusioni: "sfruttare la maggiore risorsa del paese"
Per questo motivo, si ritiene "imperativo per la vitalità degli ambienti di ricerca, sia svizzeri che ticinesi, che le autorità federali attribuiscano la massima priorità al reinserimento della Svizzera nel programma Horizon-Europe". Per fare ciò, "assieme agli altri Cantoni occorre insistere affinché il Consiglio Federale prosegua i negoziati su questo dossier". Gli iniziativisti ritengono che "la maggior risorsa del nostro paese, che non possiede ingenti risorse naturali, sta nella conoscenza, nella ricerca, e nel trasferimento di conoscenze verso le aziende innovative."
In questo senso, "I sottoscritti deputati e deputate auspicano pertanto che il Canton Ticino eserciti il suo diritto d'iniziativa cantonale davanti all'Assemblea federale (art. 160 Cost. Fed) per chiedere l’adesione della svizzera al programma Horizon Europe: iniziative cantonali in tal senso sono già state inoltrate dai cantoni Ginevra, Basilea-città, Basilea-campagna, Friborgo, e recentemente dal Canton Vaud, dove essa è stata approvata dal Gran Consiglio il 5 settembre scorso all’unanimità, con 118 voti". Nello specifico, "le autorità federali sono invitate a mettere in atto il più rapidamente possibile tutte le misure per promuovere la reintegrazione della Svizzera nel programma di ricerca dell’UE in modo che le ricercatrici e i ricercatori svizzeri siano ancora una volta pienamente associati a Horizon Europe".

