
Anche l'Unione sindacale svizzera (USS) sostiene il referendum contro la riduzione del tasso di conversione che serve a calcolare la rendita del secondo pilastro: la revisione decisa dal parlamento è un chiaro segnale di smantellamento sociale e il comitato direttivo dell'USS ha deciso all'unanimità di opporvisi, ha indicato all'ATS un portavoce dell'organizzazione. Inizialmente lanciato dall'Unia, il referendum è stato poi appoggiato dal Partito socialista, dai Verdi e dal Partito del lavoro. Pure a destra si è formato un comitato contrario, che comprende Lega dei Ticinesi, Democratici svizzeri e Movimento dei cittadini ginevrini. Infine anche il peridico svizzerotedesco per i consumatori "K-Tipp" sta raccogliendo autonomamente le firme. Il termine scade il 16 aprile. La modifica voluta dal parlamento federale - la seconda al ribasso nello spazio di quattro anni - prevede la diminuzione progressiva entro il 2015 del tasso di conversione dall'attuale 7,05% (uomini, 7,1% donne) al 6,4%. Questo saggio viene impiegato per stabilire la rendita annuale sulla base del capitale accumulato: in pratica, su una somma di cassa pensione di 100'000 franchi la rendita è oggi di 7050 o 7100 franchi e in futuro dovrebbe essere di 6'400 franchi. Si tratta di una riduzione che sfiora il 10%. ATS
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