
Cresce - a sinistra come a destra - l'opposizione contro la riduzione del tasso di conversione che serve per calcolare la rendita del secondo pilastro. Il referendum, lanciato in un primo tempo dal sindacato Unia, viene ora sostenuto anche dai vertici del Partito socialista (PS) e dei Democratici svizzeri (DS). "Abbiamo deciso di sostenere il referendum", ha affermato il presidente del PS Christian Levrat stamane ai microfoni la radio svizzerotedesca DRS. Secondo Levrat, si tratta di difendere il potere di acquisto dei bassi redditi: in un periodo di annunciata crisi economica la manovra del parlamento non è assolutamente condivisibile, né viene ritenuto giusto che i pensionati debbano passare alla cassa per le perdite in borsa degli assicuratori. Il PS ha già deciso a livello di presidenza; è atteso ora il via libera del comitato direttivo. In campo scende però anche la destra. Il presidente dei DS Bernhard Hess ha annunciato attraverso la Radio svizzera di lingua italiana RSI che, insieme alla Lega dei ticinesi, la sua formazione si muoverà contro la revisione della legge sulla previdenza professionale (LPP) votata in dicembre dalle camere. I due partiti sono schierati in questo caso su un tema sociale contro "un'UDC neocapitalista", ha aggiunto l'ex consigliere nazionale bernese. Secondo Hess, bisogna difendere chi ha sgobbato una vita intera. La modifica voluta dal parlamento prevede la diminuzione progressiva entro il 2015 del tasso di conversione dall'attuale 7,0% (uomini, 7,05% donne) al 6,4%. Questo saggio viene impiegato per stabilire la rendita annuale sulla base del capitale accumulato: in pratica, su una somma di cassa pensione di 100'000 franchi la rendita è oggi di 7'000 o 7'050 franchi, in futuro dovrebbe essere di 6'400 franchi. Si tratta di una riduzione di quasi il 10%. Il referendum contro la modifica della LPP è già stato lanciato dal sindacato Unia e dal Partito del lavoro. Non è invece ancora chiaro se sarà sostenuto anche dall'Unione sindacale svizzera: secondo un suo portavoce una decisione in materia sarà presa probabilmente il 28 gennaio. Per raccogliere le 50'000 firme necessarie vi è tempo sino al 16 aprile. ATS
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