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Svizzera
Riduzione delle rendite: reazioni divergenti a proposta Berset
Redazione
13 anni fa

Il piano di riforma per la previdenza vecchiaia presentato oggi dal capo del Dipartimento federale dell'interno Alian Berset e approvato dal Consiglio federale ha suscitato reazioni divergenti. Mentre i sindacati respingono qualsiasi riduzione delle rendite, le casse pensione sostengono pienamente l'insieme delle misure. I sindacati respingono categoricamente la proposta di Berset, definendola "furto delle rendite". Queste ultime - scrive l'Unione sindacale svizzera (USS) in un comunicato - diminuirebbero del 12%, il doppio del calo che era stato rifiutato da oltre il 70% della popolazione nel 2010 quando si voleva abbassare il tasso di conversione al 6,4%. Per i sindacati sarebbe meglio fare più sforzi per l'AVS. Essi sono contrari sia all'aumento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni sia, più in generale, all'idea di adottare un'età di riferimento per la pensione, ritenendo che questo porterà a spostare sempre più in alto la soglia della pensione. Unia respinge le proposte del Consiglio federale sulla Previdenza vecchiaia: un aumento dell'età pensionabile per le donne e una riduzione dell'aliquota di conversione non sono accettabili, scrive il sindacato in un comunicato. Unia chiede di fissare il tasso di conversione al livello attuale del 6,8%: solo così gli assicurati potranno avere nuovamente fiducia nel secondo pilastro e aver una visione chiara del livello delle loro future rendite. Per l'Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza (ASIP), il progetto invece va nella giusta direzione. L'abbassamento al 6% del tasso di conversione assicura una stabilità a lungo termine della previdenza vecchiaia in vista dell'allungamento della speranza di vita. Già oggi, il capitale accumulato nel corso di una vita professionale non è più sufficiente per finanziare le rendite. Ma occorre che la diminuzione delle prestazioni resti socialmente sopportabile. Il tal senso l'ASIP raccomanda di definire misure di accompagnamento che dovranno essere definite di volta in volta. Anche l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) ritiene che il pensionamento flessibile proposto dall'esecutivo così come anche l'aumento dell'età di riferimento a 65 anni vadano nella giusta direzione. Ma è contraria all'incremento dell'IVA di due punti percentuali a favore dell'AVS, considerato un provvedimento unilaterale. ATS

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