
Il Tribunale penale federale (TPF) respinge due reclami di Michel Platini. L’ex presidente della UEFA auspicava la ricusazione del procuratore federale incaricato dell’inchiesta nei suoi confronti e che gli fosse dato maggiore accesso al dossier.
Le accuse nei confronti di Platini
Nel novembre 2020, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha informato Dominic Nellen, avvocato di Platini, che i fatti che avevano portato all’apertura di un’inchiesta sei mesi prima sarebbero stati riclassificati. Da allora il francese è sospettato di truffa, eventualmente di complicità in appropriazione indebita, subordinatamente di amministrazione infedele e falsità in documenti.
La richiesta di ricusazione
Dal gennaio 2021, Nellen ha espresso dubbi sull’imparzialità del procuratore federale incaricato del caso. In questo contesto, ha chiesto la comunicazione degli atti dell’inchiesta straordinaria condotta nei confronti dell’ex procuratore generale della Confederazione Michael Lauber. Dopo che questa gli è stata negata, l’avvocato ha chiesto la ricusazione del magistrato, di un altro procuratore e di una assistente procuratrice. Tra le varie accuse formulate dal legale, figuravano anche le strette relazioni tra il MPC e la FIFA e gli incontri segreti di Lauber con il presidente della FIFA Gianni Infantino.
Reclami respinti
In una decisione pubblicata oggi, la Corte dei reclami del TPF respinge i reclami. Il ruolo svolto dal secondo procuratore e dall’assistente non giustifica la loro ricusazione. Per quanto riguarda il primo procuratore, i giudici notano che conduce l’inchiesta solo dal 2019, dopo la partenza del magistrato inizialmente incaricato. Anche il suo predecessore non è stato accusato di nulla, per cui una ricusazione è fuori discussione.
Avvertimento al legale di Platini
La Corte dei reclami ha pure trasmesso un avvertimento all’avvocato di Platini per aver accusato l’attuale gestione del dossier di attività illegali senza presentare alcuna prova di ciò. Nellen aveva infatti affermato che il procuratore federale stava continuando a commettere gli stessi errori che hanno portato alle dimissioni di Lauber. Le decisioni sono definitive e non possono essere impugnate.
Il caso FIFA
Il procedimento nei confronti di Platini riguarda il controverso pagamento di 2 milioni di franchi nel 2011 da parte della FIFA, allora guidata da Joseph Blatter. Per entrambi non sarebbe una “bustarella”, ma il frutto di un contratto verbale fra i due per un lavoro di consulenza svolto dal francese tra il gennaio 1999 e il giugno 2002.
(decisioni BB.2021.61, 62 e 65 del 1° ottobre 2021)
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