
Il Tribunale federale (TF) ha scritto la parola fine alla lunga vicenda giudiziaria di un cittadino della Guinea-Bissau, entrato in Svizzera nel 2006 sotto falsa identità e sparito nel nulla dopo che la sua domanda d’asilo era stata respinta. Dopo diversi anni di clandestinità, il 4 maggio 2015 era stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere per furto, lesioni corporali semplici, violazione di domicilio e utilizzo abusivo di un impianto di telecomunicazione. Tre mesi dopo era stato riconosciuto come cittadino guineano dalle autorità di Bissau e il Tribunale cantonale vallesano ne aveva pertanto disposto la carcerazione in attesa di rinvio coatto per la durata di tre mesi.
Il 29 dicembre 2017 l’uomo aveva ribadito di non voler tornare in Guinea, preferendo il rimpatrio in Portogallo in quanto, a suo dire, era anche cittadino portoghese. Nel marzo 2018 si era nuovamente rifiutato di salire su un volo speciale e la Corte ginevrina ne aveva prolungato periodo di detenzione in vista del prossimo volo disponibile. Contro questa decisione l'interessato si era rivolto al TF, presentando un ricorso con la sua identità fittizia portoghese. Il gravame, tuttavia, era stato dichiarato irricevibile il 1° maggio successivo. A fine giugno il Tribunale cantonale vallesano aveva nuovamente prolungato la sua detenzione fissandogli un termine per il rinvio in Guinea, previsto al più tardi per settembre 2018.
Il 26 agosto l’uomo aveva nuovamente ricorso al TF chiedendo di essere liberato per poter raggiungere autonomamente il Portogallo. Anche in questo caso il gravame era stato presentato con il suo 'pseudonimo portoghese'.
Tuttavia, considerato che l’interessato non aveva prodotto i millantati documenti di identità portoghesi, con sentenza del 28 agosto scorso i giudici di Mon Repos avevano dichiarato irricevibile il suo ricorso.
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