
La Svizzera resta uno dei leader mondiali in materia di riciclaggio dei rifiuti. Nel 2007, il 95% del vetro è stato riutilizzato. Progressi potrebbero invece ancora essere fatti con la carta e il cartone (77%) e con le bottiglie PET (76%). È quanto emerge dalle cifre della statistica sui rifiuti 2007 pubblicate dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), in cui si precisa che il costo per il recupero dei rifiuti urbani è ragionevole. La media svizzera dei costi legati alla raccolta selettiva, differenziata e all'incenerimento dei rifiuti urbani domestici ammonta infatti a 106 franchi pro capite l'anno, rileva l'UFAM. Nel 2007, il 51% dei rifiuti urbani è stato riciclato e il 49% è stato incenerito in appositi impianti e poi impiegato per la produzione di energia elettrica e termica. Secondo l'UFAM, ciò dimostra come la "gestione dei rifiuti in Svizzera sia efficiente e rispettosa dell'ambiente". Dall'indagine emerge pure come i due terzi dei rifiuti prodotti in Svizzera, ovvero 12 milioni di tonnellate, provengano dai cantieri edili. Le economie domestiche e le imprese ne generano circa 5,5 milioni di tonnellate, mentre 1,2 milioni sono costituiti da rifiuti speciali, per un totale di circa 19 milioni di rifiuti. Da segnalare, inoltre, il fatto che dall'inizio degli anni Novanta, la Confederazione importi rifiuti dall'estero per smaltirli negli impianti di incenerimento urbani. Le importazioni provengono soprattutto dalla Germania, ma pure dall'Austria, dall'Italia e dalla Francia. Nel 2007, i rifiuti provenienti dagli Stati confinanti sono però diminuite del 17%. Per il futuro, l'UFAM ritiene infine che non occorra prevedere un'espansione delle capacità, "in considerazione del rallentamento economico e della diminuzione delle importazioni di rifiuti". ATS
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