
Un’organizzazione criminale bulgara, che ha importato decine di tonnellate di cocaina dall’America del Sud in Europa, avrebbe potuto riciclare il denaro sporco grazie alle carenze organizzative di Credit Suisse e grazie a una dipendente della banca. È per questo che il Ministero pubblico della Confederazione ha promosso l’accusa davanti al Tribunale penale federale per la banca, la dipendente e due membri dell’organizzazione criminale bulgara.
Oltre 140 milioni di franchi
L’organizzazione, secondo l’atto d’accusa depositato dall’Mpc, avrebbe riciclato ingenti quantità di denaro per poi acquistare immobili in Bulgaria e in Svizzera. L’ex impiegata di Credit Suisse era responsabile delle relazioni d’affari legate all’organizzazione criminale e, secondo l’accusa, fino al 2008 avrebbe eseguito operazioni per questi clienti nonostante il sospetto di riciclaggio fosse alto. Le operazioni eseguite hanno un valore pari a oltre 140 milioni di franchi. La banca, invece, è accusata “di non aver preso tutte le misure organizzative ragionevoli e indispensabili per impedire il compimento del reato di riciclaggio di denaro qualificato.
I membri dell’organizzazione
I membri dell’organizzazione sono un ex lottatore bulgaro trasferitosi in Vallese e il consulente finanziario del capo dell’organizzazione. Quest’ultimo aveva creato e gestito una struttura giuridico-economica che si ramificava in Svizzera, in Austria e a Cipro. È accusato di riciclaggio qualificato, assieme all’ex collaboratrice della banca e al lottatore.
Altri accusati
Altre persone sono state già condannate tramite decreto d’accusa. Si tratta di un ex impiegato di banca che operava a Ginevra come gestore. Nel 2007 si è licenziato per lavorare a tempo pieno per l’organizzazione criminale. Anche l’ex moglie, e concubina, dell’impiegato e la sorella di lei sono state condannate. Le due donne sono state implicate nelle operazioni finanziarie e immobiliari volte a riciclare il denaro proveniente dal traffico di droga.
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