
L'articolo costituzionale sulla ricerca sull'essere umano deve sottolineare l'importanza della libertà dei ricercatori e la sua rilevanza per la salute e la società. È quanto ritiene la Commissione della scienza del Consiglio nazionale, che propone di allentare la regole in materia di consenso personale per i test. La camera del popolo dovrebbe esaminare l'argomento nella prossima sessione estiva. In Svizzera la legislazione in questa materia è attualmente lacunosa e priva di uniformità. Il Consiglio federale con tale articolo, sul quale il popolo potrebbe votare all'inizio del 2009, vuole conferire alla Confederazione un'ampia competenza legislativa in materia di ricerca. Secondo il disegno governativo la tutela della dignità della persona deve avere la precedenza rispetto all'attività dei ricercatori. Tra i principi fondamentali che reggono la ricerca sull'essere umano nell'articolo costituzionale sono enunciati la necessità di un consenso informato e l'adempimento di requisiti particolari di protezione per progetti in cui sono coinvolte persone incapaci di discernimento. Oltre alla ricerca con persone, è contemplata anche la ricerca effettuata impiegando materiale biologico di origine umana, dati personali e persone decedute. Per tener conto del peso della ricerca in Svizzera, la commissione del Nazionale, per 13 voti a 10, ha chiesto che venga espressamente inserita nella Costituzione federale la possibilità di realizzare un progetto di ricerca se c'è il consenso di un rappresentate designato per legge. Con 16 voti contro 7, i commissari hanno invece respinto la proposta di proibire esperimenti su persone incapaci di intendere. La maggioranza ritiene che sia inadeguato rinunciare a questo genere di ricerche poiché ciò ridurrebbe le opportunità di questa categoria della popolazione di usufruire dei progressi della medicina. ATS
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