
"Il 22 agosto, alle ore 16.00, scadrà un termine che determinerà il vostro avvenire, quello della vostra famiglia e della vostra azienda". Questo il contenuto di un'email inviata domenica sera a diversi cittadini svizzeri, tra cui anche quattro consiglieri nazionali: Nik Gugger (PEV), Adrian Amstutz (UDC), Philipp Hadorn (PS) und Werner Salzmann (UDC).
Quello che a prima vista appare come un messaggio spam, suona però come una minaccia. I destinatari, riferisce il Blick, devono infatti versare circa 1100 franchi in bitcoin, altrimenti subiranno "un programma" che li danneggerà "sia sul piano finanziario e fisico, ma soprattutto emozionale e sociale". Viene pure allegato un documento pdf, di 13 pagine, in cui viene illustrato nel dettaglio cosa succederà alle "vittime" se non pagano entro il termine indicato. Ad essere minacciati non sono solo i destinatari, ma anche i loro famigliari.
Un contenuto che ha preoccupato molto i destinatari, che hanno prontamente segnalato il caso al Dipartimento informatico dei servizi parlamentari.
"Ho già ricevuto diverse minacce anonime" commenta il consigliere nazionale Amstutz al Blick. "Ma questa è davvero particolare". Anche il parlamentare socialista Hadorn si è detto "scioccato" dal contenuto, che riporta immagini pedopornografiche illegali, nelle quali sono inseriti e manipolati i volti delle vittime. Immagini che verrebbero inviate ai contatti in caso di mancato pagamento. Per Nick Gugger la cyber criminalità con quest'email ha raggiunto un nuovo livello: "Le minacce sono forti e malsane".
Non è chiaro chi si celi dietro all'attacco. Nell'email viene menzionato un collettivo, denominato Nocet, specializzato "nell'acquisizione, modifica e manipolazione di dati", che afferma di agire per terzi. Di certo però non sono criminali alle prime armi. "Sono dei professionisti" afferma Amsturzt, che intende sostenere la mozione di Gugger per contrastare gli attacchi cyber-criminali, che verrà probabilmente presentata durante la prossima sessione parlamentare.
Il caso verrà anche seguito dalla polizia federale (anche se la competenza rimane ai Cantoni), che a sua volta ha avvertito l'Ufficio europeo di polizia (Europol).
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