
Le decisioni comunicate oggi dal Consiglio federale non hanno mancato di scatenare le reazioni delle associazioni di categoria e dei diversi schieramenti politici. Abbiamo qui raccolto le loro posizioni, sintetizzate, da sinistra verso destra.
Ps: “Giusto atteggiamento, priorità assoluta alla salute”
In questa situazione di crisi legata al Covid, la priorità assoluta rimane la salute della popolazione e la capacità del nostro sistema sanitario di resistere alla pandemia. È l’opinione del Partito socialista svizzero (PS), secondo cui il Consiglio federale sta operando con giudizio. Lo ha indicato all’agenzia Keystone-ATS il portavoce Gaël Bourgeois, precisando che a guidare il governo nelle sue decisioni devono essere solo e unicamente gli sviluppi epidemiologici. Allo stesso tempo, le misure di sostegno all’economia e all’occupazione devono essere rafforzate e accelerate per alleviare i problemi causati dalle chiusure.
L’Alleanza del centro sostiene la prudenza
Le graduali riaperture previste dal Consiglio federale vanno fondamentalmente nella giusta direzione. Lo sostiene L’Alleanza del Centro, che in una nota diffusa oggi al termine della conferenza stampa governativa sottolinea l’importanza di procedere tenendo conto della situazione epidemiologica.Il partito (ex PPD) rileva che “in base alla situazione attuale, la cautela è d’obbligo”: il numero di casi di Covid è di nuovo in leggero aumento, e non tutti i parametri di riferimento che sarebbero necessari per ulteriori aperture saranno probabilmente raggiunti. Per L’Alleanza del Centro una cosa è certa: “ciò che è stato raggiunto insieme non deve essere ora messo a rischio con leggerezza”.
Citato nella nota, il presidente del partito Gerhard Pfister si rallegra del fatto che finalmente il Governo si appresti a modificare la regola delle 5 persone in una casa privata, non è praticabile per le famiglie, portando il massimo a 10 persone. Auspicabili sono anche la riapertura delle terrazze dei ristoranti dal 22 marzo e le caute distensioni previste per eventi culturali e sportivi con pochi spettatori. Sempre - sottolinea la nota - tenendo conto dell’andamento della situazione epidemiologica.
Il Plr: “Servono più vaccini e una maggiore pianificazione”
Il Plr in un comunicato stampa comunicata di ritenere ancora troppo vago il piano del consiglio federale rispetto alle tappe verso la normalità, indecisione che “ancora una volta, rappresenta un ostacolo alla pianificazione per la popolazione, per le aziende e per l’ambito culturale. I passi annunciati oggi vanno comunque nella giusta direzione”. Per il PLR, la ricetta per uscire dalla crisi passa quindi “dai vaccini e dai test”, aggiungendo che “con l’avvento della primavera e delle belle giornate, è importante ingranare la marcia superiore”. Sulla questione del vaccino Lonza invece: “le risposte del Consiglio federale alle domande che abbiamo sollevato ieri a proposito dell’“Affaire Lonza” sono contraddittorie e lasciano aperte parecchie questioni”.
Udc: “Misure arbitrarie e incomprensibili”
Con il suo annuncio odierno, il Consiglio federale tiene aperte tutte le porte senza fornire nessuna prospettiva concreta e nessun piano di apertura. È in questi termini che l’UDC critica le considerazioni del Governo in merito alle possibili riaperture delle terrazze dei ristoranti e al riavvio delle manifestazioni con pubblico. L’Esecutivo non menziona nessuna base vincolante di dati per le sue prossime decisioni e avvia una “consultazione alibi”, prosegue il partito.
Secondo la formazione politica, le misure del Consiglio federale rimangono arbitrarie e incomprensibili: sono permesse riunioni private al chiuso con 10 persone senza misure di protezione, ma i ristoranti con piani di protezione devono restare chiusi. Secondo l’UDC, l’Esecutivo continua a perdere credibilità tra la popolazione e la gente non rispetta nemmeno più le misure ragionevoli. In questo modo sta ottenendo l’opposto di quello che auspica e la popolazione e le imprese dovranno pagare di nuovo con le prossime restrizioni imminenti.
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