
Il monopolio statale sulla produzione di superalcolici e sul commercio di etanolo ha i giorni contati. Il Consiglio federale ha infatti incaricato oggi il Dipartimento delle finanze (DFF) di esaminare le prime misure in vista di una liberalizzazione del mercato. La Regia federale degli alcool (RFA), che dipende dal DFF, controlla la produzione e l'importazione di etanolo, uno dei cinque solventi più utilizzati nell'industria. Le persone che vogliono fabbricare superalcolici e liquori, devono richiederne l'autorizzazione. Attualmente, circa 8400 agricoltori possiedono una concessione in Svizzera, oltre a 350 distillerie per conto di terzi e 180 distillerie artigianali e professionali. In trent'anni, la quota del mercato indigeno è crollata da oltre l'80% al 15% ed è dominata da una decina di grandi produttori. Il governo si è pronunciato oggi per la prima volta sul progetto di revisione totale della legge che regola le bevande distillate (i prodotti fermentati come la birra e il vino sono esclusi). La legge federale sull'alcool risale a 80 anni fa e non è più al passo con la realtà economica e sociale. Secondo il governo, è dunque giunta l'ora di liberalizzare il settore. Sopprimere il monopolio non significa tuttavia che lo Stato rinunci a ogni controllo. Il sistema delle concessioni potrebbe per esempio essere rimpiazzato da un'iscrizione in un registro, come accade già per la birra, ha precisato all'ATS il direttore della RFA Alexandre Schmidt. La Confederazione non intende nemmeno abbandonare le misure di prevenzione. Stando all'Ufficio federale della sanità, circa 300 000 persone tra i 15 e i 75 anni in Svizzera sono dipendenti dall'alcool. Le malattie croniche dovute al consumo di alcool causano ogni anno costi per circa 6,5 miliardi di franchi. ATS
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