
Questo venerdì si è tenuta l'ottava assemblea dei delegati dell'Associazione Svizzera per la protezione del Territorio dai Grandi predatori (APTdaiGP). I delegati - stando al comunicato dell'associazione - si sono detti soddisfatti del lavoro dell'associazione nazionale, ma "assai delusi dalla lentezza dell'Ufficio Federale UFAM nella messa in vigore della revisione della legge sulla caccia".
I risultati
Nel rapporto d'attività i due co-presidenti, Mattei di Cavergno e Schnydrig di Landen, hanno sottolineato la loro soddisfazione per essere riusciti a far aumentare dalle Camere il preventivo 2022 della Confederazione: per il 2023 sono stati stanziati 4 ulteriori milioni di franchi quali misura di sostegno straordinario delle misure d'alpeggio.
Obiettivi futuri
Da una parte - prosegue il comunicato - si prende atto con soddisfazione de "il lavoro di lobbing dell'Associazione che ha contribuito a far convivere una larga maggioranza di Deputati alle Camere federali nell'accettare le modifiche della Legge sulla caccia", oltre che "il Referendum promosso da gruppi estremisti è fallito l'8 aprile"; d'altro canto, si ritiene "inammissibile" il termine fissato all'estate 2024 per l'entrata in vigore della revisione della Legge sulla caccia. L'urgenza della questione è giustificata, stando all'APTdaiGP, da una situazione sul terreno che sarebbe sempre più "problematica, con oltre 250 lupi e 1600 predazioni di animali da reddito ufficialmente accertati nel 2022, contro i circa 900 di 2020 e 2021". In questo senso, l'Associazione si prefissa di "far pressione" su UFAM e Consigliere federale Rösti. Per fare ciò, è stato votato un ordine del giorno all'attenzione dello stesso Consigliere Federale.

