
L' approvvigionamento di calore tramite reti termiche ha un elevato potenziale di sviluppo, ancora poco sfruttato. La progettazione e la realizzazione di questi impianti è però complessa, perché tocca ambiti di competenza a vari livelli. È fondamentale quindi una stretta collaborazione tra tutte le autorità. Lo spiega il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) in un comunicato.
Il contenuto della carta
La carta, firmata ieri dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, dai presidenti della Conferenza dei direttori cantonali dell'energia (EnDK), dall'Associazione dei Comuni svizzeri (ACS) e dall'Unione delle città svizzere (UCS), prevede un programma triennale. Oltre all'elaborazione di guide e aiuti per la realizzazione, sono previste ulteriori valutazioni sulle questioni riguardanti il finanziamento, la promozione e la pianificazione energetica orientata al principio del "saldo netto pari a zero". In particolare la nuova revisione della legge sul CO2, che il Consiglio federale adotterà quest'autunno, prevede mezzi e incentivi finanziari per la promozione delle reti termiche. I mezzi supplementari che saranno depositati in un fondo serviranno a coprire i rischi legati agli investimenti.
Le reti termiche
La definizione di "Reti termiche" comprende gli impianti di teleriscaldamento e di teleraffreddamento. Rientrano in questa categoria le classiche reti che sfruttano il calore residuo, la biomassa (legname), il biogas, le energie fossili (olio da riscaldamento, gas naturale) e il calore geotermico, ma anche le cosiddette "fonti interconnesse", che permettono di recuperare l'energia termica dall'acqua di lago, dalle falde freatiche o dalle gallerie con l'impiego di pompe di calore.

