
In Svizzera dovranno essere istituite reti di cure integrate convenienti e di alta qualità, indipendenti dalle singole casse malattia. È quanto propone oggi la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS). Per quest'ultima, attualmente i modelli di prestazione delle cure sono "poco frequenti e dipendono troppo dagli umori degli assicuratori". Le misure prese dal Consiglio degli Stati per promuovere le reti di cure integrate nell'ambito del "managed care" (il cui obiettivo è l'ottimizzazione del processo di trattamento sanitario, vale a dire l'incremento della qualità e la riduzione dei costi) della revisione della legge sull'assicurazione malattia sono insufficienti. Mentre i medici scendono in piazza e i premi tendono nuovamente a esplodere, sarebbe sensato cambiare rotta, ha dichiarato il presidente della CDS, il vodese Pierre-Yves Maillard. I direttori cantonali della sanità hanno dunque consegnato una proposta concreta alla competente commissione del Consiglio nazionale, che esaminerà questo tema a partire da metà aprile. La CDS constata che gli assicuratori non hanno attualmente alcun interesse a sviluppare reti sanitarie che attirino anche e soprattutto gli ammalati. Dal canto loro, gli assicurati, se non sono giovani e in buona salute, sono restii a ricorrere a queste reti, nel timore di una cernita fatta talvolta solo per telefono. Orbene, le reti di medici sono una soluzione interessante: consentono di seguire l'assicurato e di realizzare economie, aumentando la qualità delle prestazioni. Seguendo un paziente in modo accurato, si evita l'amputazione a un diabetico, ciò che allevia il paziente ma anche le finanze dell'assicurazione malattia, ha spiegato Maillard. Per evitare lo scoglio attuale, la CDS propone di spezzare il legame tra reti e assicuratori. L'organo che sovrasta le casse malattia, ossia santésuisse, e quello dei medici, la FMH, dovrebbero negoziare una convenzione tariffaria per tutta la Svizzera. Tutte le reti potrebbero essere affiliate, pur osservando determinati criteri, fissati dalla Confederazione e controllati dai cantoni. Ogni assicurato potrebbe aderire alla rete di propria volontà. Per invogliare i medici a partecipare a questo modello, una parte dei risparmi scaturiti dalle reti sarebbe loro riversata, sia sotto forma forfettaria, sia aumentando le rimunerazioni con un aumento del tariffario TARMED. Questa somma non verrebbe dunque più suddivisa tra tutti gli assicuratori e assicurati attraverso la compensazione dei rischi. Sono anche possibili vantaggi non finanziari, come la messa a disposizione di praticanti sia del settore sanitario che amministrativo. Ma si tratterà anche di attirare assicurati, e non solo quelli in buona salute. Oltre a un'offerta di cure di alta qualità, le reti sanitarie dovrebbero farli beneficiare di sconti nei premi. Grazie alla soppressione dell'aliquota percentuale, i pazienti non dovrebbero inoltre più sopportare il 10% delle spese. Il perno delle reti di fornitori di prestazioni sanitarie è costituito dal medico di pronto intervento che deve assumere il ruolo di primo interlocutore e coordinatore. Orbene, questo modello di assunzione non serve a nulla se nel Paese non vi sono abbastanza medici di famiglia, ha sottolineato il consigliere di Stato basilese Carlo Conti. Per evitarne la penuria, la CDS ritiene che si dovrebbe retribuire meglio l'attività di consulenza esercitata da questi professionisti. La CDS si affida comunque ai medici per negoziare una modifica del tariffario delle prestazioni previsto dal sistema TARMED. Per rivalorizzare il medico di famiglia, in vari cantoni sono già state adottare misure specifiche. La CDS accoglie con sollievo il fatto che l'apertura di nuovi studi medici concerne soltanto gli specialisti. In una nota l'organizzazione dei medici FMH definisce il modello proposto della CDS "convincente" e afferma che esso raccoglie diverse sue richieste importanti. Santésuisse ritiene invece che un sistema del genere eliminerebbe l
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