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Svizzera
Resta in cella il jihadista disabile
Resta in cella il jihadista disabile
Resta in cella il jihadista disabile
Redazione
10 anni fa
Nonostante sia in sedia a rotelle, per il Tribunale penale federale l'uomo dovrà restare in un carcere di massima sicurezza

Nel marzo del 2016 il 29enne Osama M. era stato riconosciuto colpevole di affiliazione a un’organizzazione criminale e di incitamento all'entrata e al soggiorno illegale in Svizzera, accuse che gli erano valse la condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere. L'uomo aveva manifestato l'intenzione di costituire una cellula dell'ISIS in territorio elvetico ed era inoltre balzato agli onori della cronaca d'Oltralpe anche per aver definito "cani" i cittadini svizzeri e per alcune frasi indignate nei confronti della bandiera rossocrociata ("È uno scandalo, avete una croce sulla vostra bandiera", aveva scritto su Facebook).

La sentenza è però stata contestata davanti al Tribunale federale, ragione per cui non è dunque ancora passata in giudicato. Dietro le sbarre dal 2014, tra carcerazione preventiva e carcere di sicurezza l'uomo ha già scontato più di metà della pena inflittagli in primo grado, ma il Tribunale penale federale (TPF) ha deciso l’ex combattente islamista iracheno non potrà beneficiare del regime di esecuzione ordinaria (dove il detenuto lavora in un laboratorio dello stabilimento e dorme in una cella individuale) e dovrà pertanto scontare il resto della pena in regime di carcerazione di sicurezza.

Secondo il TPF il rischio di fuga è troppo elevato e l’iracheno, costretto su una sedia a rotelle in seguito a una ferita riportata nel 2007 combattendo tra le fila di un gruppo terroristico "predecessore" dell'ISIS, si è visto anche ritirare lo statuto di rifugiato, ottenuto nel 2012 mentendo sulla sua identità (aveva sostenuto di essere un ex membro dell'esercito regolare iracheno). L'inchiesta della Procura federale era scattata nel marzo del 2014, in seguito a informazioni trasmesse dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) alla Polizia giudiziaria federale. Il SIC era stato allertato dai servizi segreti americani, secondo cui un gruppo dell'Isis stava pianificando un attentato.

L’uomo era entrato illegalmente in territorio elvetico sulla sedia a rotelle e i giudici di Bellinzona non hanno escluso che potrebbe tentare anche il percorso inverso. L'uomo, che viveva nel canton Sciaffusa e dipendeva dall'assistenza pubblica, non ha relazioni sociali in Svizzera. A causa del procedimento penale pendente e della sua invalidità non può nemmeno sperare di trovare un lavoro. e preventiva), il che non ha mancato di suscitare accese polemiche.

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