
Gli imprenditori svizzeri potrebbero presto essere considerati responsabili dei salari e delle condizioni di lavoro praticate dai loro subappaltatori. È quanto prevede un progetto - posto in consultazione fino a ieri - che mira ad estendere la responsabilità solidale dei datori di lavoro nei settori delle costruzioni, dell'ingegneria civile e nei rami accessori dell'edilizia. Mondo economico e sindacati si schierano su fronti opposti. La misura - introdotta nella revisione dell'ordinanza sui lavoratori "distaccati" - vuole impedire gli abusi generati dalla moltiplicazione dei subappalti. Questo fenomeno, che nasce con lo scopo di ridurre i prezzi, provoca infatti forti pressioni sui salari e sulle condizioni di lavoro. In base alle nuove disposizioni - accolte dal parlamento durante la sessione invernale - le autorità dovranno prima aprire un fascicolo contro il subappaltatore colpevole di dumping. Solo se non sarà possibile sanzionarlo ci si potrà rivolgere contro l'imprenditore che ha ottenuto l'appalto. Secondo Daniel Lehmann, direttore della Società svizzera degli Impresari-costruttori (SSIC), il progetto "produrrà uno smisurato lavoro burocratico". Dovendo apporre la sua firma ad ogni mandato che attribuisce, l'imprenditore perderà il suo diritto di intentare un'azione legale se il subappaltatore non rispetta le norme salariali, prosegue Lehmann. Quest'ultimo solleva dubbi anche circa i termini previsti per l'entrata in funzione delle nuove norme. Per la SSIC i controlli sul luogo di lavoro previsti dall'ordinanza sono in contraddizione con la legge, che li limita al solo momento dell'attribuzione del mandato. Le spese di applicazione di queste misure saranno elevate soprattutto per i piccoli imprenditori, rilevano PLR e Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). Secondo l'Unione sindacale svizzera (USS), il progetto non è invece sufficientemente incisivo sulla questione dei controlli che le aziende devono compiere sul luogo di lavoro. "Non siamo soddisfatti al 100%", ha dichiarato all'ats Daniel Lampart, primo segretario dell'USS. Il subappaltatore può "facilmente promettere di rispettare un salario e poi cambiare opinione una volta che il lavoro è iniziato", ha aggiunto Lampart. A suo avviso il principio della responsabilità solidale non è stato elaborato in maniera sufficientemente severa ed è difficile applicarlo in maniera efficace. ATS
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