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Svizzera
Respinto l'asilo per una tibetana, critiche alla Svizzera
Respinto l'asilo per una tibetana, critiche alla Svizzera
Respinto l'asilo per una tibetana, critiche alla Svizzera
Redazione
9 anni fa
La Francia accoglie una donna tibetana la cui richiesta di asilo era stata respinta dalle autorità svizzere

Polemiche ad Aarau per la decisione delle autorità svizzere di negare l'asilo a una donna tibetana, che è stata costretta per anni a vivere nell'illegalità e con un aiuto di emergenza da 7,50 franchi al giorno. Le polemiche, come riporta l'Aargauer Zeitung, nascono dal fatto che, quando la donna ha deciso di non voler più vivere con la paura di essere espulsa da un giorno all'altro, ha deciso di chiedere asilo in Francia. Richiesta che è stata subito accolta, con la tibetana che ha finalmente potuto vedere riconosciuto il suo status di rifugiata. 

Con le autorità francesi che, nel frattempo, hanno chiesto alla Confederazione i motivi del rifiuto della domanda di asilo della donna, la cui situazione rientrava nei parametri della Convenzione dei rifugiati di Ginevra, per la quale lo status di rifugiato è riconosciuto per motivi di "giustificato timore di persecuzione a causa della razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un particolare gruppo sociale o per le sue convinzioni politiche". Ed è inutile riepilogare le forti e irrisolte tensioni tra Cina e Tibet per capire che la richiesta della donna era giustificata dalla particolare situazione politica che sta vivendo il suo paese.

Un caso che porta alla ribalta la questione dell'accoglienza in Svizzera dei rifugiati di etnia tibetana. Le organizzazioni umanitarie stimano almeno un centinaio di respingimenti di richiedenti l'asilo nella Confederazione ogni anno. Jens Burow, consigliere dell'Associazione tibetana sans papier, critica apertamente la politica elvetica: "La Francia sembra intuire che i diritti umani non sono garantiti in Svizzera."

Secondo Sanija Ameti, assistente del Dipartimento di diritto internazionale, diritto europeo, diritto pubblico e filosofia di stato all'Università di Zurigo, la differenza tra la decisione francese e quella svizzera è dovuta al "concetto di rifugiato e di diritto di asilo più restrittivo nelle leggi elvetiche".

Tuttavia, nonostante non venga riconosciuto lo status di rifugiato, la Confederazione non espelle i tibetani in Cina perché consapevole che non vedrebbero rispettati i loro diritti umani. La SEM ritiene  che i tibetani potrebbero comunque rientrare in Nepal o in India, anche se in quei casi bisogna scontrarsi con la burocrazia locale, che rende pressoché impossibile il loro rimpatrio.

Quello che è certo è che al momento i tibetani che scappano in Svizzera si ritrovano costretti a vivere in una situazione di perenne illegalità.

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