
L'iniziativa sulle armi è stata respinta. La maggioranza dei cantoni e del popolo ha infatti detto di No al testo. Gli svizzeri potranno quindi continuare a tenere il loro fucile d'assalto in cantina o nell'armadio.I sondaggi della vigilia pronosticavano un risultato tiratissimo, ma così non è stato. L'elettore svizzero ha bocciato con il 56,3% dei voti l'iniziativa sulle armi, che avrebbe costretto i militari a consegnare il fucile d'assalto in arsenale al di fuori degli obblighi di servizio. Venti cantoni, tra cui Ticino e Grigioni, hanno respinto la proposta e sei, quattro romandi più Zurigo e Basilea-Città, l'hanno approvata. L'affluenza alle urne stata del 49,2%. Il Ticino ha detto "no" nella proporzione del 63,5%, i Grigioni con una percentuale del 65%Le reazioni dei presidenti di partito:Il presidente del PPD svizzero Christophe Darbellay si dice sollevato per il "chiaro rifiuto" espresso dai cittadini all'iniziativa. Il popolo elvetico "non si è lasciato fuorviare dagli argomenti emotivi della sinistra" e ha mostrato la sua maturità, ha dichiarato all'ATS.Il risultato del voto mostra "che gli svizzeri si sentono liberi, vogliono e possono decidere da soli cosa fare con l'arma", ha detto Fulvio Pelli, presidente del PLR. Secondo Toni Brunner (UDC) il rifiuto dell’iniziativa è un riconoscimento all'esercito di milizia e alla tradizione di difesa in Svizzera. “Ha prevalso la libertà del cittadino” ha affermato all’ATS.Per il presidente del PS Christian Levrat il risultato del voto odierno sull'iniziativa è "una cosa relativamente buona". La proposta ha già prodotto risultati importanti come l'obbligo di restituire le munizioni, la revisione della legge sulle armi e la possibilità di depositare l'arma in arsenale. Il PS denuncia tuttavia un dibattito emotivo sui valori svizzeri e l'esercito condotto dai contrari all'iniziativa. ATS/RED
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

