
Lo studio di Comparis è stato effettuato alla vigilia di un cambiamento importante per il settore. Mentre la "tv on demand" si è fortemente sviluppata, i telespettatori hanno tendenza a saltare gli spot. Ciò ha creato insoddisfazione da parte dell'industria pubblicitaria e degli stessi canali televisivi, che si lamentano di perdere introiti legati alla pubblicità destinati a finanziare i loro programmi. Per contrastare il problema, entro fine anno verrà introdotta presso tutti i fornitori la cosiddetta "pubblicità forzata" sulla televisione in differita. Chi vorrà saltare gli annunci potrà continuare a farlo, ma dovrà pagare un abbonamento più caro.
Solo il 48% degli intervistati usa “Replay TV” per saltare la pubblicità
Il sondaggio di Comparis dimostra che la tivù in differita risponde a un’esigenza da parte del pubblico: tre quarti degli intervistati con abbonamento TV hanno infatti la funzione replay. Inoltre, l'85% di loro utilizza la Replay TV per guardare le trasmissioni perse, mentre solo il 48% la usa per saltare la pubblicità. Tuttavia, oltre la metà delle persone interrogate si dice disposta a utilizzare questa funzione anche con la pubblicità forzata. Infatti, un precedente studio di Comparis mostra che la pubblicità televisiva è considerata molto meno fastidiosa rispetto alla pubblicità pop-up sui siti web.
I giovani e la pubblicità televisiva
La percentuale di persone con meno di 36 anni che saltano la pubblicità (61%) è significativamente più alta rispetto alle generazioni più anziane (36-55 anni: 46%; oltre 55 anni: 35%). "I giovani, cresciuti con piattaforme come YouTube, non sono più abituati ai blocchi pubblicitari di alcuni minuti e li trovano più fastidiosi rispetto alla popolazione più anziana, cresciuta invece con la TV in diretta", afferma nel comunicato Jean-Claude Frick, esperto di Comparis in tecnologie digitali. Nonostante ciò, "anche se i più giovani sarebbero molto più propensi a saltare la pubblicità e a pagare un sovrapprezzo, sembrano più tolleranti nei confronti della pubblicità. Questo può anche essere dovuto al fatto che i giovani utilizzano lo smartphone mentre guardano la TV e riescono quindi a ingannare l'attesa durante la pubblicità", aggiunge Frick.
Un sondaggio rappresentativo
Il sondaggio è stato condotto nel mese di luglio 2022 dall'istituto di ricerche di mercato Innofact, su incarico di Comparis, e ha coinvolto 1'034 persone in tutte le regioni della Svizzera.

