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Regole d'igiene, gli Svizzeri sono ligi all'UFSP
Regole d'igiene, gli Svizzeri sono ligi all'UFSP
Regole d'igiene, gli Svizzeri sono ligi all'UFSP
Redazione
6 anni fa
Il 90% afferma di conoscerle e praticarle. Secondo il sondaggio i ticinesi e i romandi sono tra i più preoccupati

Secondo un sondaggio pubblicato oggi, gli Svizzeri si dimostrano ligi alle regole d'igiene emanate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per arginare la propagazione del coronavirus. Il 90% afferma di conoscerle e praticarle. Dall'indagine, eseguita per conto dell'UFSP da Demo Scope e Sotomo dal 19 al 23 marzo tra 2079 persone (margine di errore +/- 2,1 punti percentuali), risulta inoltre che i Latini ritengono la situazione più minacciosa rispetto agli Svizzero tedeschi.

Il 92% ha risposto di conoscere la campagna di prevenzione dell'UFSP e il 98% di essere consapevole dell'importanza di lavarsi attentamente le mani. Il 95% sa anche che non bisogna stringersi la mano, che vanno mantenute le distanze e che si deve tossire o starnutire in un fazzoletto o nell'incavo del braccio. Il 90% è consapevole che, in caso di malessere (febbre o tosse), bisogna avvertire per telefono prima di recarsi dal medico oppure al pronto soccorso.

Secondo ricercatori, il contenuto della campagna è meglio conosciuto della campagna stessa, segno che i messaggi sono diffusi attivamente nella società. Altro aspetto importante emerso dal sondaggio è l'estesa accettazione delle misure. Oltre nove persone interrogate su dieci afferma di non stringere la mano e quattro su cinque di tossire nell'incavo del braccio. Tre quarti delle persone si lava le mani con cura e il 70% rispetta la distanza sociale. Tra i gruppi a rischio, il 90% delle persone di oltre 65 anni capisce meglio il messaggio rispetto a chi soffre già di altre patologie (79%). Stando all'inchiesta questo gruppo di persone andrebbe sensibilizzato maggiormente.

La maggioranza dei soggetti contattati crede che la crisi attuale si aggraverà, crisi che molti giudicano assai minacciosa. Romandi e Ticinesi sono tra i più preoccupati: sono più numerosi a considerare che la situazione attuale sia minacciosa rispetto agli Svizzero tedeschi. I Latini risultano anche essere più ansiosi dei germanofoni.

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