
In un'intervista pubblicata oggi dalla Tribune de Genève e da 24 Heures, Regazzi ritiene che "ci sono settori che hanno i mezzi di attuare un aumento e lo faranno senz'altro sulla base del partenariato sociale. Altri settori sono invece in difficoltà e non hanno semplicemente i mezzi per farlo". In questa seconda categoria, Regazzi cita i rami che sono stati pesantemente colpiti dalla crisi sanitaria o "che si trovano in un periodo di incertezza a causa della guerra in Ucraina".
“La presenza di eventuali disordini sociali e politici dipenderà dai sindacati”
Interpellato su eventuali timori di disordini sociali o politici in autunno, come predetto dal presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Pierre-Yves Maillard, Regazzi afferma che tutto dipenderà dall'atteggiamento dei sindacati. "Se sono pronti a discutere tranquillamente per trovare soluzioni accettabili allora i rischi sono limitati, mentre se continuano ad alzare i toni come nei giorni scorsi, (la situazione) può degenerare in fretta".
"Le imprese non possono aumentare i salari all'infinito"
Il consigliere nazionale riconosce che le imprese hanno un ruolo importante da svolgere per compensare la fiammata di inflazione del 3,4%, "ma non possono fare continuamente i pompieri e aumentare i salari all'infinito".
“È la classe media a soffrire di più”
Secondo Regazzi, anche lo Stato deve "fare uno sforzo", agendo sulla fiscalità ed esplorando altre piste. Con una priorità però: gli aiuti dovrebbero essere destinati soprattutto alla classe media, il quale rileva come sia questa fascia della popolazione "a soffrire di più, perché non ha né il patrimonio delle classi più agiate né gli aiuti delle classi più deboli".
"Quando un settore ha poco margine di manovra, aumentare i salari porta ad aumentare i prezzi"
Regazzi afferma infine di essere un po' perplesso in merito a dichiarazioni come quelle di GastroSuisse, la quale si dice pronta ad aumentare gli stipendi. "Se un settore, anche in difficoltà come la gastronomia, dichiara che è pronto a fare questo sforzo, allora sono il primo contento", ammette, aggiungendo però che "quando un settore ha poco margine di manovra, aumentare i salari porta ad aumentare i prezzi", indebolendo così il potere d'acquisto.

