
Ora è ufficiale: il referendum contro la Legge su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili è riuscito. "Su 63'488 firme ne sono risultate valide 63'277", lo annuncia una nota odierna della Cancelleria federale. Probabilmente si andrà alle urne entro la fine dell'anno.
Il referendum
Inizialmente lanciato da una piccola alleanza di privati e organizzazioni ambientaliste, a cui si sono unite in un secondo momento la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio e la Fondazione Franz Weber (FFW), il referendum ha raccolto più di 63'000 firme valide, depositate il 18 gennaio 2024 alla Cancelleria federale. La ragione? Il disegno di Legge non contempla la tutela e la protezione della natura e del paesaggio montano. Secondo i promotori, infatti, la Legge è stata approvata in fretta e furia, e non ha senso disboscare le foreste per le turbine eoliche, deturpare i paesaggi alpini con i pannelli solari e allagare i biotopi per l'energia idroelettrica in nome del clima.
La Legge
La Legge del 29 settembre 2023, approvata dal Parlamento durante la scorsa sessione autunnale, ha come obiettivi di rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento durante la stagione invernale e accelerare l'espansione delle energie rinnovabili attraverso la costruzione di grandi impianti idroelettrici, fotovoltaici, eolici e di pompaggio-turbinaggio. Entro il 2040 bisognerà, infatti, aumentare la produzione di corrente da rinnovabili di almeno 6 Terawattora (TWh). Di questi, almeno due TWh dovranno essere disponibili in modo affidabile (leggi: idroelettrico). Più in generale, 35 TWh di elettricità dovranno essere prodotti nel 2035 utilizzando energie rinnovabili e 45 TWh nel 2050. Le esigenze per l'idroelettrico sono fissate a 37,9 TWh e 39,2 TWh.
Gli obiettivi
Gli obiettivi, dichiarati di interesse nazionale nel disegno di Legge, avranno, a determinate condizioni, la priorità sulla tutela della natura e del paesaggio, fatta eccezione per i biotopi di importanza nazionale, nelle riserve di uccelli acquatici migratori, nei pressi dei nuovi margini proglaciali e delle pianure alluvionali alpine. Come noto, sono previsti una quindicina di progetti di centrali idroelettriche, e alcuni lavori di ampliamento a strutture già esistenti come l'innalzamento della diga del Lago del Sambuco in Valmaggia con l'annesso l'ampliamento della centrale di Peccia e la realizzazione di un nuovo impianto a Chlus, in Prettigovia (GR). Dopo lunghe discussioni, il parlamento ha inoltre deciso che non ci saranno obblighi circa l'installazione di pannelli solari sopra i posteggi, né sui tetti delle case o sulle facciate. Circa i deflussi minimi, le Camere hanno stabilito che l'allentamento delle prescrizioni in materia di deflusso residuale per le centrali idroelettriche vale solo in caso di penuria.

