
Sonoramente bocciata dal Nazionale lo scorso settembre, l'iniziativa popolare "Per un reddito di base incondizionato" dovrebbe fare la stessa fine anche al Consiglio degli Stati. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità di questa camera (CSSS-S) ha infatti raccomandato al plenum - 10 voti a 1 - di respingere questa modifica costituzionale che, secondo la maggioranza, comporterebbe costi altissimi. Per la CSSS-S, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, "l'introduzione di un reddito di base di 2500 franchi per persona comporterebbe costi pari a oltre 200 miliardi di franchi annui, di cui oltre 150 miliardi dovrebbero essere finanziati mediante imposte supplementari, con ripercussioni gravose sulla piazza economica Svizzera". L'obiettivo di consentire una vita dignitosa a tutte le persone deve essere perseguito nell'ambito del sistema attuale delle assicurazioni sociali, che copre in modo mirato rischi quali l'infortunio, l'invalidità o la disoccupazione, specifica la nota. L'iniziativa - tra i cui promotori figura anche l'ex portavoce del Consiglio federale Oswald Sigg (PS) - è stata respinta dalla Camera del popolo per 146 voti a 14 (12 astenuti). Il testo chiede che la Confederazione provveda all'istituzione di un reddito minimo di base per tutti, lavoratori e no, allo scopo di consentire alla popolazione tutta di condurre un'esistenza dignitosa e di partecipare alla vita pubblica. L'importo esatto e il finanziamento dovranno essere disciplinati a livello di legge. I promotori del testo propongono 2'500 franchi mensili per gli adulti e 625 franchi per bambini e giovani.
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