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Germania
Reclutava adolescenti online anche in Svizzera: violenza, incendi e autolesionismo
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Ats
3 ore fa
In manette nella regione della Mosella un 19.enne a capo di un'organizzazione terroristica di stampo neonazista che usava il web per istigare minori a compiere reati atroci

Un'ampia inchiesta della Procura federale tedesca su una rete estremista e pedocriminale online coinvolge direttamente anche la Svizzera. Al centro delle indagini vi è un 19.enne arrestato a metà marzo nella zona di Treviri (regione della Mosella), accusato di essere stato a capo di un'organizzazione terroristica di stampo neonazista che usava il web per istigare minori a compiere reati atroci.

La Procura federale di Karlsruhe ha reso noti i dettagli dell'inchiesta solo oggi, dopo aver rilevato ufficialmente il dossier dalla Procura generale di Coblenza. Trattandosi di una rete criminale complessa e con ramificazioni internazionali, gli inquirenti hanno preferito mantenere il massimo riserbo sulle indagini fino alla convalida della detenzione preventiva del 19.enne e all'acquisizione dei primi elementi probatori a suo carico.

Che cosa c'entra la Svizzera

Tra gli episodi contestati dagli inquirenti tedeschi, oltre ad attacchi orchestrati in Russia, Svezia e Stati Uniti, figurano infatti specifici filoni d'indagine e contatti che portano dritti in territorio elvetico.

L'indagato adescava giovanissimi su social media e piattaforme di gaming per poi manipolarli all'interno di gruppi di chat. Oltre a spingere un ragazzo in Russia a compiere un omicidio a colpi di coltello in una scuola, il giovane è sospettato di aver indotto un minore residente all'estero ad autoinfliggersi gravi lesioni con un'arma da taglio durante un abuso online, diffondendone poi le immagini in rete. La Procura di Karlsruhe ha citato esplicitamente la Svizzera tra i Paesi toccati dalle attività della rete, che puntava a reclutare adolescenti psicologicamente fragili per spingerli ad atti di violenza, incendi dolosi, autolesionismo fino al suicidio.

Il network 764 della scena «COM»

Gli inquirenti riconducono la struttura alla cosiddetta scena «COM» - sottoculture online che adescano adolescenti fragili tramite manipolazione e coercizione, spingendoli ad autolesionismo, atti umilianti o suicidi per poi diffonderne i video - e al network internazionale noto come «764», una delle frange più violente e strutturate di COM. Esso combina l'ideologia neonazista con l'estorsione di abusi sessuali su minori, spingendo le vittime fino all'omicidio o all'attentato.

L'obiettivo del gruppo, che condivideva sistematicamente i video degli abusi per fare propaganda e terrorismo, era diffondere un'ideologia d'estrema destra e provocare il crollo dell'ordine sociale attraverso la violenza cieca. Il 19.enne si trova attualmente in custodia cautelare e dovrà rispondere di un lungo elenco di reati che va dall'istigazione all'omicidio e alla violenza sessuale fino alla diffusione di materiale pedopornografico.