
Un nuovo terremoto scuote la controversa moschea An’Nur, che verrà sciolta alla fine del ramadan. Dopo essere ripetutamente finita sotto i riflettori della cronaca come luogo di radicalizzazione islamista (sarebbero infatti almeno cinque i ragazzi partiti la Siria per la jihad nelle file dell'Isis) il luogo di culto si trova in questi giorni al centro di una vicenda altrettanto inquietante.
Stando a quanto riferito dal Tages Anzeiger, un ex membro del consiglio di amministrazione dell’associazione An'Nur che gestisce la moschea è finito nel mirino del Ministero pubblico della Confederazione da circa due anni. Le accuse sono pesantissime: l’uomo, oltre ad aver sostenuto lo Stato islamico, avrebbe anche avuto rapporti sessuali con almeno due ragazzi minorenni che frequentavano il luogo di culto.
Secondo il quotidiano zurighese una delle vittime sarebbe una 15enne poi recatasi insieme al fratello 17enne in Siria per unirsi all’ISIS. I due sono tornati in Svizzera un anno dopo. Il Ministero pubblico della Confederazione ritiene che una delle persone che li avrebbe aiutati a espatriare sia legato all’organizzazione “Lies!”, attiva nella distribuzione gratuita del Corano e oggetto alle nostre latitudini di un’interrogazione del deputato PLR Andrea Giudici.
Il diretto interessato nega le accuse, ma da alcune intercettazioni emergerebbero altri casi di rapporti sessuali con minorenni. Nelle telefonate al vaglio del Ministero pubblico la moglie dell’uomo gli avrebbe più volte rimproverato di aver avuto rapporti "con una ragazzina di 14 o 15 anni".
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